Senza mediatori, senza intermediazioni. Alla luce del sole

Senza mediatori, senza intermediazioni. Alla luce del sole

Avevo preso un impegno e oggi lo mantengo. Qualche giorno fa ho fatto una dichiarazione di apertura nei confronti di Alessandro, del suo movimento e delle liste che lo hanno sostenuto, come doveroso riconoscimento di un risultato importante, come inevitabile conseguenza di una comunanza su molti dei temi che sono emersi nella campagna elettorale. E sulla base della premessa che abbiamo sottolineato entrambi essere necessaria per la città: introdurre il principio dell’alternanza nel governo di Lecce.

Quello che ho detto ad Alessandro lo trasferisco a voi: io ti riconosco come interlocutore unico per un accordo politico per la città. Io e te, per ciò che rappresentiamo, per l’espressione della volontà popolare. Senza mediatori, senza intermediazioni. Alla luce del sole, pubblicamente.

Qual è il contenuto della nostra intesa? Lo rendiamo pubblico per sgombrare il campo da interessate veline, da maliziosi comunicati. Noi due sottoscriviamo un impegno politico sull’Agenda del cambiamento, rafforzata da alcune questioni che Alessandro illustrerà.

L’accordo passa attraverso il riconoscimento del ruolo che Alessandro avrà, pubblicamente, in questa fase finale della campagna elettorale, nella quale gireremo spesso insieme, per la felicità di molti e il risentimento di tanti. Il ruolo politico che Alessandro avrà nella prossima amministrazione è quello che gli compete dopo essere già stato un assessore e un aspirante sindaco: stare al mio fianco come vicesindaco di questa città.

E c’è un riconoscimento politico ulteriore, che è doveroso: politica significa assunzione di responsabilità pubblica, chiarezza, trasparenza. Quindi è corretto e serio che tutto avvenga attraverso un apparentamento sulle liste, perché l’assegnazione del premio di maggioranza deve vedere coinvolti tutti. Questo e non altro è il contenuto dell’intesa che offriamo alla città. Non ci sono altre pretese, altre richieste, altri ultimatum.

A chi si eserciterà nel tentativo di rovistare compulsando gli archivi per individuare dissonanze, distonie tra me e Alessandro. Io ho già detto pubblicamente più volte che noi abbiamo biografie diverse, età anagrafiche diverse, curriculum diversi: questo non ci ha impedito negli anni di riconoscerci e di rispettarci negli anni anche quando la dialettica ci portava ad avere posizioni differenti. Ma vorrei che da questo nostro rapporto si coltivasse il senso di una comunità diversa in città, in cui non ci si divide tra noi e gli altri. Non si spingono i cittadini verso le tribune opposte delle tifoserie, viene cancellato quell’odioso riferimento dell’ “o con me o contro di me”.

Noi lavoreremo insieme e governeremo per. Con tutti. Anche con quelli che non ci voteranno ed a Palazzo Carafa entreranno da cittadini liberi. Anche se non ci hanno votato. E se proprio volete esercitarvi a trovare negli archivi le cose che ha detto Alessandro su di me in passato, questa è la più imbarazzante delle dichiarazioni che ho trovato: rispondendo a una intervista nel 2012 appena eletto a Palazzo Carafa. Il giornalista gli chiede “chi tra quelli che vedrai seduti dall’altra parte vorresti al tuo fianco?”. Alessandro risponde: “Sicuramente Carlo Salvemini. Nel centrodestra manca una persona con la sua capacità di approfondimento e di analisi”. Questa dichiarazione la offro a chi da oggi penserà di farci del male.