Lecce Bene Comune - Insieme per una Città Pubblica - Con Carlo Salvemini

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Lotta agli sprechi comunali, assemblee pubbliche per il bilancio: due proposte per la Città.

Il Bilancio di previsione di un Comune è l’atto fondamentale della vita politica ed amministrativa di una Città:  è l’atto principale della programmazione di un Ente locale che sancisce le priorità e qualifica le scelte d’ordine politico, economico e sociale da compiersi nell’interesse generale.

Mai come quest’anno la predisposizione ed il varo del Bilancio di previsione risulta segnato incertezza e preoccupazione, a causa della crisi economica e sociale e delle politiche restrittive del Governo.

Sarà soprattutto da questo Bilancio che si renderanno drammaticamente evidenti i contraccolpi della crisi economica; e sarà così chiaro quanto ed in quale misura le politiche di austerità si scateneranno sulla finanza locale dei Comuni con pesanti ricadute sulla vita dei cittadini, con il taglio ai trasferimenti, con il welfare municipale minacciato, con i servizi essenziali compromessi in quantità ed in qualità, con il possibile  aumento delle tasse, dei tributi e delle tariffe.

I tempi suggeriscono di dare immediatamente vita ad iniziative di contrasto adeguate. Ne propongo due.

 

La prima: chiedere ai cittadini, come fatto dal Governo Monti, di dare suggerimenti anti sprechi e denunciare le inefficienze, attivando una sezione apposita spending review nel sito comunale. E, in collaborazione con l'Università degli Studi, attivare una commissione a costo zero per l'amministrazione che, partendo dei dati raccolti, predisponga un piano di razionalizzazione della spesa pubblica.

 

La seconda: una modalità più innovativa e partecipativa possibile per la programmazione del bilancio di previsione, proprio in considerazione delle sue criticità straordinarie che stiamo attraversando. Tre grandi assemblee pubbliche aperte a singoli, movimenti, associazioni, rappresentanze di interessi: una che serva a fare il punto della situazione sulle entrate da trasferimento e le spese correnti dell’Ente; una sullo stato e le prospettive dei servizi comunali e sulle entrate e le eventuali misure fiscali, tributarie e tariffarie con annessa spending review popolare; l’ultima per selezionare le priorità per quegli investimenti di cui la città ha un bisogno indifferibile.

 

Di tempo ce n’è da qui al 30 giugno, la data entro cui va portato il bilancio di previsione all’attenzione del consiglio comunale. Utilizziamolo al meglio

 


Le parole di Rita

Ho deciso di non lasciarmi inibire dalla consapevolezza della mia inadeguatezza, e se penso queste cose, queste cose voglio dirle. In questo momento, voglio dire queste cose. Dopo vorrò e saprò dirne di altre? Non lo so. Lo scoprirò insieme a voi." 

Rita Bortone oggi mi ha consegnato via mail questi suoi pensieri. Che condivido con voi.

 

Subito dopo la tua relazione, ieri sera, avevo voglia di intervenire per dire due cose rapide.

La prima è questa: non mi piace l’idea di lavorare per la primavera del 2017, o per qualche primavera anticipata. Non mi piace pormi come obiettivo la buona riuscita di una campagna elettorale, in qualunque primavera essa si collochi. Mi piace l’idea di una sfida molto ardua, in realtà, e lunga nel tempo, ma che mi sembra l’unica per cui valga la pena di lavorare: quella di provare a costruire a Lecce un nuovo senso della politica e della cittadinanza. Mi pare che abbia espresso un pensiero analogo Ernesto Mola, quando diceva che bisogna pensare a tempi più lunghi del 2017, ed io mi sono sentita molto in sintonia. Penso che il  buon esito di una battaglia elettorale, per la sinistra  di Lecce e non solo di Lecce, debba necessariamente esser messo in relazione con questo obiettivo, che mi sembra il vero grande obiettivo, culturale,  morale e politico, delle forze democratiche del Paese intero. Un esito elettorale positivo, ammesso che lo si possa mai conquistare con strategie o tattiche che peraltro non mi sembrano, al momento, nostro patrimonio, da solo comunque non mi darebbe gioia.  Ci sono stati, in Italia e a Lecce, esiti elettorali positivi, per noi, che non hanno però sortito nessun effetto significativo in termini di rinnovamento culturale, etico, politico.

 

Per me, e credo per molti altri, il tuo grande merito è quello di averci fatto sperare che è possibile, se non vincere, credere in qualche cosa che possa esser considerato e chiamato politica senza doversene vergognare.

Il risultato di LECCE BENE COMUNE

Appena nota la dimensione della nostra sconfitta elettorale sono andato davanti alle telecamere e ho detto:

"è una tempesta che colpisce tutta la coalizione: nessuno può aprire l'ombrello per proteggersi. Siamo chiamati tutti ad un'assunzione di responsabilità politica. Per quanto mi riguarda non mi tiro certamente fuori".

In questi giorni sono stato naturalmente sollecitato ad intervenire e commentare. Ho ribadito quanto detto a caldo; non ho mai fatto riferimento ai risultati dei partiti del centrosinistra. Nè ho celebrato risultati personali o di lista. Leggo invece da giorni, e anche oggi, che ci si esercita nel definire deludente il risultato di LECCE BENE COMUNE, definito un listone di 4 forze.

Credo sia utile, a questo punto, qualche precisazione. La nostra lista riuniva due forze politiche, SEL e Federazione della Sinistra, un associazione di cittadinanza attiva nata nel 2010, Lecce2.0dodici, ed un movimento politico formalizzatosi su base regionale a inizi 2011, la Puglia per Vendola. Non aveva consiglieri comunali-provinciali eletti tra le sue forze, nè deputati o senatori: poteva contare sulla sola presenza di un consigliere circoscrizionale uscente e di un consigliere regionale in carica.

Forse si è inconsapevolmente da parte di tanti sovraccaricata di attese un'esperienza che partiva da queste premesse e bagaglio di forze.

Gli elettori ci hanno assegnato 2.511 preferenze, pari al 4.6%. Abbiamo deluso? Certamente mi aspettavo anche io qualcosa di più. Evidentemente lo tsunami ha travolto anche qualche incauta speranza. Ma di qui a parlare di fallimento del nostro progetto ed evidenziare il nostro risultato per dare spiegazioni della sconfitta è esagerato.

Voglio solo ricordare che partiti nazionali e movimenti locali ben più strutturati in termini di radicamente, storia, disponbilità finanziarie hanno raccolto meno di noi. Che solo 300 voti ci separano dal movimento di IOSUD, tanto per dare un piccolo esempio. Non voglio entrare nei dettagli: chi vuole capirne di più può scorrere questi dati.

Abbiamo eletto due consiglieri: uno di essi è il più votato del centrosinistra e il quarto dell'intero consiglio. Ci sentiamo sconfitti come tutti. Ma vorremmo ricevere lo stesso rispetto che mostriamo nei confronti di altri. Grazie.

Ciò detto rimettiamoci al lavoro tutti insieme.

 



SCRIVI "CARLO SALVEMINI"

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