Carlo Salvemini - Insieme per una Città Pubblica - Con Carlo Salvemini

14-05-2013

Lo stupore della maggioranza

Oggi il Presidente del Collegio dei Revisori del Comune, intervenendo in Commissione, ha voluto ricordare quale è il ruolo importante e delicato che legge assegna all'organo di controllo contabile.
E, per farlo, ho voluto precisare che:

- ad oggi dentro il Comune non esiste una stanza loro assegnata;
- prima del loro insediamento il sito istituzionale prevedeva alcun riferimento alla composizione, e ai curriculm vitae dei componenti;
- solo da poco è stata attivato un indirizzo mail.
A voler ribadire, implicitamente, come sinora in passato non vi sia stata altrettanta consapevolezza nel considerare il Collegio di fondamentale importanza nell'organizzazione dell'ente.
Poi ha risposto alle osservazioni mosse della minoranza sulla relazione al consuntivo 2012, relative ai punti scabrosi del bilancio comunale:
l'enormità de crediti indicati, il ricorso sistematico all'anticipazione bancaria, l'ammontare dei pignoramenti, la patologia dei debiti fuori bilancio. Indicatori inequivoci di un ente che non incassa ciò che indica come voci attive.
Un passaggio importanto è stato dedicato alla situazione gravissima nella qual versa la Lupiae servizi alla quale la relazione dedica un passaggio importante: " il collegio ritiene insostenibili i risultati di esercizio negativi che dovrebbero avere il fondamento su Budget di Previsione evidentemente clamorosamente disattesi; e invita senza indugio il Comune a riconsiderare ruolo e attività della società nell'ambito di una maggiore razionalizzazione delle risorse".
Parole chiare e concetti impegnativi cui hanno fatto seguito ulteriori precisazioni:
in caso di ulteriore perdita d'esercizio nel 2013 il destino della società è segnato dalla legge; 
quando una societa pubblica che ha come unico committente l'ente controllare chiude in rosso i suoi bilanci le cause non possono che essere ricondotte alla mala gestio; 
è possibile l'avvio di un'azione di responsabilità nei confronti di amministratori e sindaci della società, così come la legge prevede;
alcune dichiarazioni recenti del direttore generale della Lupiae sono uno schiaffo all'intelligenza dei cittadini.

Facile comprendere la sorpresa dell'assessore al Bilancio e di alcuni consiglieri di maggioranza nell'ascoltare queste parole.
Non perchè rivelatrici di situazioni ignote. Ma perchè perentorie, chiare e obiettive. Non elusive nè accomodanti.
Una stupimento che ha indotto qualcuno, incautamente, a dire pubblicamente:
"sono state dette cose gravissime stamattinasarebbe stato opportuno che il collegio, prima di giungere a conclusioni di questo tipo, avesse chiesto un incontro con la maggioranza".
L'idea, diffusa e grave, che l'organo terzo deve diventare parte, trasformarsi in tifoso, agire da politico.
A volte meglio soffrire tacendo.






13-05-2013

L'isola (pedonale) che non c'è.

Oggi in commissione consiliare sono stati resi noti i dati relativi al numero complessivo dei permessi tutt'ora vigenti per accedere con le auto nelle cosidette Zone a Traffico Limitato. 
Vi do soltanto il totale, per il dettaglio vi invito a cliccare qui: 12.757.
Per capirci: ogni giorno quasi 13.000 autovetture sono autorizzate ad attraversare il nostro centro storico. Quelle di proprietà di soli residenti sono meno della metà; tutte le altre interessano le varie categorie di "aventi diritto", così come individuati da un ordinanza sindacale del 1999.
Sono numeri che parlano da soli, che non sono compatibli con una città delle nostre dimensioni che ha deciso di chiudere al traffico (o di limitare la circolazione) un'area neanche troppo estesa.
Dal confronto con il Comandante della Polizia Municipale e il Dirigente della Mobilità abbiamo avuto conferma che l'accertamento di eventuali abusi è principalmente demandato ai vigili impegnati in strada, in quando il sistema informatico non garantisce i controlli incrociati tra residenti, domiciliati e targhe. Quindi se il titolare di un permesso per varie ragioni non più valido non s'è premurato personalmente di restituirlo spontaneamente agli uffici non esistono efficace forme di richiamo e annullamento dello stesso.
Questo spiega alcune clamorose anomalie. Solo a titolo di esempio:
i 325 pass rilasciati ai consiglieri e agli assessori (dipende probabilmente dal fatto fatto che essi sono rimasti a chi oggi è cessato dalla carica);
i 322 pass in possesso di giornalisti (un dato che non ha spiegazione se si pensa che ne possono essere rilasciati solo due per ciascuna testata registrata);
i 611 per strutture ricettive.

Alla luce di questi numeri si comprende meglio perchè molti ignorano che un'isola pedonale a Lecce c'è già: nessuno se ne accorge più proprio per la concentrazioni di mezzi che possono accedervi quotidianamente. Così come ho provato a spiegare in un mio precedente intervento.
Oggi la priorità non è allargare il divieto di circolazione ad altre zone di Lecce, ma fare rispettare quello che già esiste.
Per questo abbiamo proposto di rivedere l'ordinanza del 1999, aggiornarla e migliorarla, rivedere i criteri di accezzo alla ZTL, azzerrare i permessi esistenti, predisporre un Regolamento ad hoc.
Solo dopo si  potrà eventualmente procedere ad inziative ulteriori di allargamento dell'isola pedonale.

10-05-2013

Stamattina in strada con i netturbini

Stamattina sono stato sotto la Prefettura a parlare con i dipendenti delle ditte AXA Ecotecnica in sciopero per l'annunciato taglio di due milioni di euro annunciato dal Sindaco Perrone sul servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in città.
Ho ritenuto doveroso incontrarli e ascoltare direttamente la loro voce in questa delicata vicenda.
Al netto di alcune inevitabili momenti di rabbia e intemperanza verbale mi sono parsi tranquilli e fermi nelle loro intenzioni.
Non intendono cedere e adopereranno tutti gli strumenti che la legge riconosce loro per indurre l'amministrazione ad un ripensamento. Del resto sono in gioco i loro stipendi e gli equilibri precari delle loro famiglie.
Mi sono permesse di dare due banalissimi consigli:
restare uniti nelle rivendicazioni; continuare a scioperare e protestare, se lo riterranno necessario, senza procurare tensioni in città con cortei e manifestazioni che invece di richiamare solidarietà e condivisione tra i cittadini rischiano di procurare isolamento.

Mi hanno chiesto qual'è la posizione dell'opposizione. Ho ripetuto le stesse parole pronunciate in commissione consiliare (che alcuni di loro già conoscevano)
Ossia che non c'è alcun legame tra il venire meno di risorse provenienti dallo Stato e la gestione di un servizio che si finanzia per intero con la tassa versata dai contribuenti (TARSU). Non è uno stanziamento del Governo nazionale che garantisce lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti, ma il corrispettivo versati da cittadini e imprese che vivono e operano in città. 
Altre sono, quindi, le ragioni di questa decisione politica con la quale si chiede ai lavoratori un riduzione dell'orario di lavoro settimanale e delle buste paga.
Che si preferisce non esplicitare nascondendosi dietro il falso argomento del taglio dei trasferimenti statali.

Il vero problema del Comune è l'area di evasione della TARSU che priva ogni anno le casse pubbliche delle risorse necessarie a pagare alle imprese quanto loro dovuto.
Sono almeno 5 anni che si indicano somme in entrata (ordinaria e da evasione) che non si riescono a incassare.
Ciò significa che per onorare i propri debiti con AXA ed EKOTECNICA si è dovuto ricorrere al altre voci di bilancio. Oggi tutto questo non è più sostenibile. Anche in questo caso basta scorrere l'elenco dei crediti verso i contribuenti indicati da Palazzo Carafa per rendersi conto di quanti milioni di euro mancano all'appello per tenere in equlibrio il conto economico del servizio rifiuti. Oltre 33 milioni di euro di residui attivi degli anni 2007-2009: un'enormità messa nero su bianco nell'ultimo consuntivo.
E' l'incapacità del Comune di tenere in equilibrio finanziario gestione del servizio la ragione vera di questa improvvida decisione di tagliare le buste paghe degli operatori ecologici.

In questa vicenda, quindi, la posta in gioco è un'altra: riuscire a coprire l'importo annuo di 23 milioni di euro dovuto alle imprese attraverso gli incassi TARSU.
Tutto questo ha due conseguenze: i lavoratori sono vittime dell'inefficienze del settore tributi non delle politiche di bilancio del Governo Monti; tagliare le loro buste paghe non serve a nulla, se non impoverirli, perchè la soluzione dei problemi finanziari del comune è altrove.
Come il Sindaco sa ma preferisce non dire.
Non vanno convocati gli operatori ecologici per annunciare loro che dovranno fare sacrifici; ma il settore tributi e la SOGET per richiamarli ai doveri per i quali sono pagati.



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08-05-2013

Quel che penso dell'isola pedonale.

Sbaglieremmo se, nel dibattito in corso sulla proposta di ampliamento dell'isola pedonale a Lecce, utilizzassimo le stesse chiavi di lettura di vent'anni fa quando, per la prima volta, venne proibito l'uso delle auto nel centro storico della città. Molte cose sono cambiate; quella che oggi si esprime, diversamente da allora, è una consapevolezza e una sensibilità da parte di residenti e commercianti che deve essere colta e valorizzata.
Non è più lo scontro tra avanguardie e resistenti sul tema della qualità urbana a tenere banco; ma la chiara espressione di una cittadinanza esigente che pretende, giustamente, quello che è stato lungamente promesso.

Oggi nessuno più pensa a fare passi indietro e ritornare ad un passato di cui non si ha nostalgia. Ciascuno chiede di fare passi avanti  (ossia aumentare progressivamente l'area inibita alle auto), non balzi improvvisi. Di porre il tema dell'ampliamento della pedonalizzazione e delle zone a traffico limitato come il punto di arrivo e non di partenza di ripensate politiche di tutela, valorizzazione, fruizione della zona centrale. Come lo stesso piano generale del Traffico, di quasi dieci anni fa, annunciava prevedendo la progressiva chiusura di via XXV luglio, Via cavallotti, Piazza Libertini, Piazza Mazzini come provvedimento ultimo ad una serie di interventi propedeutici. Su tutti la realizzazione di parcheggi di prossimità all'isola pedonale: stazione centrale, area ex Enel, Piazza Tito Schipa.
Allora fu inevitabile per la politica mostrarsi coraggiosa nello sfidare resistenze e pigrizie culturali.
Oggi, invece, deve avere coscienza anzitutto delle proprie inadempienze perchè molto, quasi tutto, è rimasto fermo. Anzi sono stati fatti passi indietro, se si considera che il servizio di collegamento minubus in partenza dall'area Carlo Pranzo e Torre del Parco è sospeso e che nessun intervento per attrezzare quegli spazi come parcheggi di scambio è stato realizzato. Un periodo lungo di colpevoli ritardi e inadempienze cui si sommano altre voci passive: gli insufficienti controlli per il rispetto degli accessi alla ZTL, le innumerevoli deroghe accordate consegnando pass a chi non ha diritto alcuno, il passo falso sulla mobilità ciclistica, l'insufficiente offerta di trasporto pubblico in una città che pur ha speso 23 milioni di euro per il filobus.
Ecco come si afferma la percezione, giusta, che a Lecce le auto possano circolare tranquillamente ovunque. Come avere un oasi naturalistica protetta dove si pratica quotidianemente, sotto gli occhi di tutti, la caccia. Il primo rimedio, per poter dare risposte concrete non è immediatamente ampliare i confini della stessa ma proteggerla rigorosamente dagli abusi. Sorprende che gli assessori comunali non colgano come prioritario questo obiettivo; e che sorvolino beatamente sui vent'anni di stallo delle politiche pubbliche sulla mobilità al punto da considerli ininfluenti sulla situazione esistente. Oggi che al crescere della domanda di trasporto pubblico e di maggiore e sicura accessibilità l'offerta regredisce invece che aumentare.

Chi esprime motivate perplessità rispetto all'ipotesi di estendere l'area pedonale chiede semplicemente di fare un passo alla volta. Uno dei quali, richiesto a gran voce da residenti e commercianti, è in piena e totale sintonia con chi desidera una città più attenta ai pedoni, ai ciclisti, alla qualità dell'aria: liberare il centro storico da tutte le auto che transitano senza averne diritto alcuno. Prottegere l'isola pedonale da chi la viola spesso impunemente.
Un obiettivo che si realizza attraverso iniziative semplici che, se attuate, svuoterebbe il centro di centinaia di auto ogni giorno restituendo allo stesso vivibilità e decoro:
azzerare l'attuale anagrafe dei permessi di accesso alla ZTL e individuare criteri più severi di rilascio degli stessi ai soli residenti e pochi e motivati mezzi autorizzati;
rivedere l'orario di accesso alle ZTL uniformandole tutte alla fascia 0-24 ed eliminando quindi quelle 22-6; fissare regole stringenti sul transito dei mezzi per il carico e lo scarico delle merci.  

C'è poi il capitolo, giustamente richiamato da VIVERE LECCE, delle autorizzazioni rilasciate per le occupazioni di suolo pubblico sulla sede stradale. Anche in questo caso paghiamo il prezzo di improvvisazioni, eccezioni, lassismi, scarsa capacità di integrare usi e bisogni differenti che devono saper convivere: quelli dei residenti, quelli dei commercianti, quelli dei turisti. Che hanno prodotto inevitabili tensioni e conflitti urbani di non facile risoluzione ma certamente rimediabili.
Sul punto si è chiamati a fare delle scelte: verificare il rispetto delle norme previste dal Codice della Strada, che prevale su ordinanze e regolamenti comunali. E poi stabilire quante delle stesse sono compatibili con le giuste esigenze di sicurezza, igiene e salubrità.

Oggi è il tempo di proteggere il centro storico dalla vulnerabilità cui lo espone la concentrazione troppo sbilanciata al suo interno di attività commerciali e flussi turistici, e una estesa pressione automobilistica. Per farlo occorre una più rigorosa osservanza delle leggi; e anche un'investimemto adeguato nei servizi di pulizia e controllo che non può essere fermo agli standard di vent'anni fa. Un passo alla volta sembra poco, ma porta lontano se inserito in una una rinnovata valorizzazione del nostro centro antico.
04-05-2013

Lecce e la Regionale 8: questa è la mozione

Abbiamo atteso che il Sindaco prendesse l'iniziativa, mettendosi al fianco dei suoi colleghi di Melendugno e Vernole; cogliesse l'opportunità di rendere il tracciato della Regionale 8 paesaggisticamente meno violento. In questi mesi di serrato confronto tra Regione, imprese e Comuni l'unica amministrazione a rimanere silente è stata quella di Lecce. 
Per portare la questione in sede istituzionale e verificare se c'è la volontà politica di ripensare l'opera l'unico strumento a disposizione è quello della mozione.
Che ieri abbiamo depositato e che speriamo possa essere discussa il primo Consiglio Comunale utile, il prossimo 17 maggio. Questo è il testo.


PREMESSO CHE:
- con deliberazione n. 51/2009 e n. 83/2010 il Consiglio Comunale ha approvato la variante relativa al PRG vigente relativa al progetto "Strada Regionale n. 8 – Progetto di variante definitiva tra la Tangenziale Est di Lecce ed il Paese di Melendugno";
- su sollecitazioni di numerose associazioni e a seguito di iniziative assunte da aziende e privati, le amministrazioni comunali interessate dal tracciato (Melendugno, Vernole, e Lizzanello) hanno rivolto numerosi appelli alla Regione Puglia per la mitigazione degli impatti ambientali e paesaggistici dell'opera;
- a questo scopo il 15 febbraio 2012 s'è tenuto presso il Comune di Vernole un vertice istituzionale per fare il punto sugli aspetti amministrativi e giuridici attinenti la cantierizzazione della strada regionale n. 8;
- a conclusione dello stesso la Regione ha invitato le amministrazioni presenti (tra cui anche il Comune di Lecce) a presentare proposte migliorative fermo restando la cantierizzazione dell'opera; posizione ribadita nei giorni scorsi dall'Assessore Regionale alla Qualità del Territorio che con proprio comunicato stampa ha precisato che "la Regione ha già deciso di procedere, d'intesa con le amministrazioni comunali interessate dal tracciato, a una rapida revisione del progetto della strada regionale 8 al fine di conseguire una efficace integrazione degli aspetti funzionali con quelli ambientali e paesaggistici, risolvendo in tale modo le criticità lamentate";
- recependo questa indicazioni le amministrazioni di Melendugno, Vernole e Lizzanello hanno proceduto alla presentazione di proposte migliorative al fine di ridurre il consumo di suolo, minimizzare il numero di ulivi da sradicare, tutelare la bellezza del paesaggio;
- al momento nessuno proposta è stata avanzata in tal senso dal Comune di Lecce, e il tracciato della Regionale 8 non compare nelle tavole del DPP del nuovo PUG; è importante che il Comune capoluogo sia al fianco di Melendugno, Vernole, Lizzanello in questo importante passaggio politico amministrativo.

CONSIDERATO CHE:
- il progetto della strada Regionale 8, approvato con le deliberazioni del Consiglio Comunale, prevede: a) un tracciato della lunghezza di circa 3 km., con sezione di 18-20 metri a quattro corsie, che unisce la strada del Fondone con la strada provinciale Lecce Vernole Melendugno all'altezza dei "Giardini d'Atena"; b) due grandi rotatorie la cui funzione non è chiara;
- la realizzazione dell'anello della Tangenziale est, con le sue numerose uscite, consente, a chi la percorre nelle diverse direzioni , di poter raggiungere in modo efficiente i punti messi in collegamento dal nuovo tracciato del quale sfugge l'utilità nel istema viario che interessa la città;
- le aree interessate dall'intervento risultano gravate da vincolo paesaggistico nonché assoggettate a tutela dal PUTT/Paesaggio che le classifica tra gli Ambiti Territoriali Estesi di tipo "B" e "C";
- è scritto nel DPP, che la Tangenziale di Lecce (in termini di consumo di suolo e di suoi effetti) è il più impattante intervento degli ultimi anni della città, un tracciato necessario che oggi assolve al suo compito ma che ha sacrificato notevolmente il rapporto della città con la campagna circostante; aggiungere nuove arterie alla tangenziale , continuando a frantumare porzioni consistenti di paesaggio e senza porsi invece l'obiettivo mitigarne gli effetti separatori, rischia di essere un grave errore.

PRECISATO CHE:
- in sede di conferenza di servizi il Comune ha chiesto una serie di opere accessorie di integrazione territoriale. Per il Comune di Lecce si prevede per la S.P. n. 298 (via per Fondone):
1. adeguamento della seziona stradale al tipo C1 (due corsie da m. 3.75 più due banchine da m. 1.50 ciascuna) fino all'oasi naturalistica delle Cesine
2. previsione di una pista ciclabile della larghezza di m. 3
3. inserimento di una rotatoria in corrispondenza del CAT ed una all'innesto con la ex S.S. 611
4. impianto di illuminazione delle suddette rotatorie
5. sistemazione a parcheggio e verde attrezzato dell'area idrovora, ex condotta a mare di San Cataldo;
- il combinato disposto del progetto definitivo della Strada Regionale 8 e delle opere complementari richieste, se realizzato, stravolgerebbe l'identità preziosa di quella che è oggi una strada ad alto valore paesaggistico, tipizzata infatti dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come M5.2 Itinerari narrativi, sentieri. E' importante riportare qui le Norme Tecniche di Attuazione del PTCP dove è scritto all'art. 3.2.2.5. che si tratta di , nelle norme si precisa che eventuali adeguamenti non devono coincidere con allargamenti delle carreggiate, e che la stessa sarebbe assimilabile ad una strada locale in ambito extraurbano della categoria F (due corsie da m.3.25 con banchina da m. 1 ciascuna.

IL CONSIGLIO COMUNE IMPEGNA IL SINDACO:
d'incaricare gli uffici preposti a predisporre una proposta migliorativa al progetto definitivo della Regionale n. 8 per la parte ricadente nel Comune di Lecce, capace di tenere insieme gli interessi diffusi della comunità con quello della realizzazione di un opera di 55 milioni di euro. Che nello specifico preveda:
1. l'eliminazione di entrambe le rotatorie o almeno una di esse;
2. il passaggio dalle quattro corsie ad un semplice adeguamento della seziona stradale al tipo C1 di due corsie fino all'innesto con i Giardini d'Atena;
3. la rinuncia alle opere complementari richieste al fine lasciare la sede stradale intatta la S.P. Fondone e quindi: eliminare le due rotatorie e il parcheggio previsto, limitarsi alla previsione di una pista ciclabile e di un percorso per i podisti in modo da salvaguardare quella che è oggi una strada parco.

I CONSIGLIERI COMUNALI LECCE BENE COMUNE
Carlo Salvemini
Saverio Citraro

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