Carlo Salvemini - Insieme per una Città Pubblica - Con Carlo Salvemini

08-05-2013

Quel che penso dell'isola pedonale.

Sbaglieremmo se, nel dibattito in corso sulla proposta di ampliamento dell'isola pedonale a Lecce, utilizzassimo le stesse chiavi di lettura di vent'anni fa quando, per la prima volta, venne proibito l'uso delle auto nel centro storico della città. Molte cose sono cambiate; quella che oggi si esprime, diversamente da allora, è una consapevolezza e una sensibilità da parte di residenti e commercianti che deve essere colta e valorizzata.
Non è più lo scontro tra avanguardie e resistenti sul tema della qualità urbana a tenere banco; ma la chiara espressione di una cittadinanza esigente che pretende, giustamente, quello che è stato lungamente promesso.

Oggi nessuno più pensa a fare passi indietro e ritornare ad un passato di cui non si ha nostalgia. Ciascuno chiede di fare passi avanti  (ossia aumentare progressivamente l'area inibita alle auto), non balzi improvvisi. Di porre il tema dell'ampliamento della pedonalizzazione e delle zone a traffico limitato come il punto di arrivo e non di partenza di ripensate politiche di tutela, valorizzazione, fruizione della zona centrale. Come lo stesso piano generale del Traffico, di quasi dieci anni fa, annunciava prevedendo la progressiva chiusura di via XXV luglio, Via cavallotti, Piazza Libertini, Piazza Mazzini come provvedimento ultimo ad una serie di interventi propedeutici. Su tutti la realizzazione di parcheggi di prossimità all'isola pedonale: stazione centrale, area ex Enel, Piazza Tito Schipa.
Allora fu inevitabile per la politica mostrarsi coraggiosa nello sfidare resistenze e pigrizie culturali.
Oggi, invece, deve avere coscienza anzitutto delle proprie inadempienze perchè molto, quasi tutto, è rimasto fermo. Anzi sono stati fatti passi indietro, se si considera che il servizio di collegamento minubus in partenza dall'area Carlo Pranzo e Torre del Parco è sospeso e che nessun intervento per attrezzare quegli spazi come parcheggi di scambio è stato realizzato. Un periodo lungo di colpevoli ritardi e inadempienze cui si sommano altre voci passive: gli insufficienti controlli per il rispetto degli accessi alla ZTL, le innumerevoli deroghe accordate consegnando pass a chi non ha diritto alcuno, il passo falso sulla mobilità ciclistica, l'insufficiente offerta di trasporto pubblico in una città che pur ha speso 23 milioni di euro per il filobus.
Ecco come si afferma la percezione, giusta, che a Lecce le auto possano circolare tranquillamente ovunque. Come avere un oasi naturalistica protetta dove si pratica quotidianemente, sotto gli occhi di tutti, la caccia. Il primo rimedio, per poter dare risposte concrete non è immediatamente ampliare i confini della stessa ma proteggerla rigorosamente dagli abusi. Sorprende che gli assessori comunali non colgano come prioritario questo obiettivo; e che sorvolino beatamente sui vent'anni di stallo delle politiche pubbliche sulla mobilità al punto da considerli ininfluenti sulla situazione esistente. Oggi che al crescere della domanda di trasporto pubblico e di maggiore e sicura accessibilità l'offerta regredisce invece che aumentare.

Chi esprime motivate perplessità rispetto all'ipotesi di estendere l'area pedonale chiede semplicemente di fare un passo alla volta. Uno dei quali, richiesto a gran voce da residenti e commercianti, è in piena e totale sintonia con chi desidera una città più attenta ai pedoni, ai ciclisti, alla qualità dell'aria: liberare il centro storico da tutte le auto che transitano senza averne diritto alcuno. Prottegere l'isola pedonale da chi la viola spesso impunemente.
Un obiettivo che si realizza attraverso iniziative semplici che, se attuate, svuoterebbe il centro di centinaia di auto ogni giorno restituendo allo stesso vivibilità e decoro:
azzerare l'attuale anagrafe dei permessi di accesso alla ZTL e individuare criteri più severi di rilascio degli stessi ai soli residenti e pochi e motivati mezzi autorizzati;
rivedere l'orario di accesso alle ZTL uniformandole tutte alla fascia 0-24 ed eliminando quindi quelle 22-6; fissare regole stringenti sul transito dei mezzi per il carico e lo scarico delle merci.  

C'è poi il capitolo, giustamente richiamato da VIVERE LECCE, delle autorizzazioni rilasciate per le occupazioni di suolo pubblico sulla sede stradale. Anche in questo caso paghiamo il prezzo di improvvisazioni, eccezioni, lassismi, scarsa capacità di integrare usi e bisogni differenti che devono saper convivere: quelli dei residenti, quelli dei commercianti, quelli dei turisti. Che hanno prodotto inevitabili tensioni e conflitti urbani di non facile risoluzione ma certamente rimediabili.
Sul punto si è chiamati a fare delle scelte: verificare il rispetto delle norme previste dal Codice della Strada, che prevale su ordinanze e regolamenti comunali. E poi stabilire quante delle stesse sono compatibili con le giuste esigenze di sicurezza, igiene e salubrità.

Oggi è il tempo di proteggere il centro storico dalla vulnerabilità cui lo espone la concentrazione troppo sbilanciata al suo interno di attività commerciali e flussi turistici, e una estesa pressione automobilistica. Per farlo occorre una più rigorosa osservanza delle leggi; e anche un'investimemto adeguato nei servizi di pulizia e controllo che non può essere fermo agli standard di vent'anni fa. Un passo alla volta sembra poco, ma porta lontano se inserito in una una rinnovata valorizzazione del nostro centro antico.
04-05-2013

Lecce e la Regionale 8: questa è la mozione

Abbiamo atteso che il Sindaco prendesse l'iniziativa, mettendosi al fianco dei suoi colleghi di Melendugno e Vernole; cogliesse l'opportunità di rendere il tracciato della Regionale 8 paesaggisticamente meno violento. In questi mesi di serrato confronto tra Regione, imprese e Comuni l'unica amministrazione a rimanere silente è stata quella di Lecce. 
Per portare la questione in sede istituzionale e verificare se c'è la volontà politica di ripensare l'opera l'unico strumento a disposizione è quello della mozione.
Che ieri abbiamo depositato e che speriamo possa essere discussa il primo Consiglio Comunale utile, il prossimo 17 maggio. Questo è il testo.


PREMESSO CHE:
- con deliberazione n. 51/2009 e n. 83/2010 il Consiglio Comunale ha approvato la variante relativa al PRG vigente relativa al progetto "Strada Regionale n. 8 – Progetto di variante definitiva tra la Tangenziale Est di Lecce ed il Paese di Melendugno";
- su sollecitazioni di numerose associazioni e a seguito di iniziative assunte da aziende e privati, le amministrazioni comunali interessate dal tracciato (Melendugno, Vernole, e Lizzanello) hanno rivolto numerosi appelli alla Regione Puglia per la mitigazione degli impatti ambientali e paesaggistici dell'opera;
- a questo scopo il 15 febbraio 2012 s'è tenuto presso il Comune di Vernole un vertice istituzionale per fare il punto sugli aspetti amministrativi e giuridici attinenti la cantierizzazione della strada regionale n. 8;
- a conclusione dello stesso la Regione ha invitato le amministrazioni presenti (tra cui anche il Comune di Lecce) a presentare proposte migliorative fermo restando la cantierizzazione dell'opera; posizione ribadita nei giorni scorsi dall'Assessore Regionale alla Qualità del Territorio che con proprio comunicato stampa ha precisato che "la Regione ha già deciso di procedere, d'intesa con le amministrazioni comunali interessate dal tracciato, a una rapida revisione del progetto della strada regionale 8 al fine di conseguire una efficace integrazione degli aspetti funzionali con quelli ambientali e paesaggistici, risolvendo in tale modo le criticità lamentate";
- recependo questa indicazioni le amministrazioni di Melendugno, Vernole e Lizzanello hanno proceduto alla presentazione di proposte migliorative al fine di ridurre il consumo di suolo, minimizzare il numero di ulivi da sradicare, tutelare la bellezza del paesaggio;
- al momento nessuno proposta è stata avanzata in tal senso dal Comune di Lecce, e il tracciato della Regionale 8 non compare nelle tavole del DPP del nuovo PUG; è importante che il Comune capoluogo sia al fianco di Melendugno, Vernole, Lizzanello in questo importante passaggio politico amministrativo.

CONSIDERATO CHE:
- il progetto della strada Regionale 8, approvato con le deliberazioni del Consiglio Comunale, prevede: a) un tracciato della lunghezza di circa 3 km., con sezione di 18-20 metri a quattro corsie, che unisce la strada del Fondone con la strada provinciale Lecce Vernole Melendugno all'altezza dei "Giardini d'Atena"; b) due grandi rotatorie la cui funzione non è chiara;
- la realizzazione dell'anello della Tangenziale est, con le sue numerose uscite, consente, a chi la percorre nelle diverse direzioni , di poter raggiungere in modo efficiente i punti messi in collegamento dal nuovo tracciato del quale sfugge l'utilità nel istema viario che interessa la città;
- le aree interessate dall'intervento risultano gravate da vincolo paesaggistico nonché assoggettate a tutela dal PUTT/Paesaggio che le classifica tra gli Ambiti Territoriali Estesi di tipo "B" e "C";
- è scritto nel DPP, che la Tangenziale di Lecce (in termini di consumo di suolo e di suoi effetti) è il più impattante intervento degli ultimi anni della città, un tracciato necessario che oggi assolve al suo compito ma che ha sacrificato notevolmente il rapporto della città con la campagna circostante; aggiungere nuove arterie alla tangenziale , continuando a frantumare porzioni consistenti di paesaggio e senza porsi invece l'obiettivo mitigarne gli effetti separatori, rischia di essere un grave errore.

PRECISATO CHE:
- in sede di conferenza di servizi il Comune ha chiesto una serie di opere accessorie di integrazione territoriale. Per il Comune di Lecce si prevede per la S.P. n. 298 (via per Fondone):
1. adeguamento della seziona stradale al tipo C1 (due corsie da m. 3.75 più due banchine da m. 1.50 ciascuna) fino all'oasi naturalistica delle Cesine
2. previsione di una pista ciclabile della larghezza di m. 3
3. inserimento di una rotatoria in corrispondenza del CAT ed una all'innesto con la ex S.S. 611
4. impianto di illuminazione delle suddette rotatorie
5. sistemazione a parcheggio e verde attrezzato dell'area idrovora, ex condotta a mare di San Cataldo;
- il combinato disposto del progetto definitivo della Strada Regionale 8 e delle opere complementari richieste, se realizzato, stravolgerebbe l'identità preziosa di quella che è oggi una strada ad alto valore paesaggistico, tipizzata infatti dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come M5.2 Itinerari narrativi, sentieri. E' importante riportare qui le Norme Tecniche di Attuazione del PTCP dove è scritto all'art. 3.2.2.5. che si tratta di , nelle norme si precisa che eventuali adeguamenti non devono coincidere con allargamenti delle carreggiate, e che la stessa sarebbe assimilabile ad una strada locale in ambito extraurbano della categoria F (due corsie da m.3.25 con banchina da m. 1 ciascuna.

IL CONSIGLIO COMUNE IMPEGNA IL SINDACO:
d'incaricare gli uffici preposti a predisporre una proposta migliorativa al progetto definitivo della Regionale n. 8 per la parte ricadente nel Comune di Lecce, capace di tenere insieme gli interessi diffusi della comunità con quello della realizzazione di un opera di 55 milioni di euro. Che nello specifico preveda:
1. l'eliminazione di entrambe le rotatorie o almeno una di esse;
2. il passaggio dalle quattro corsie ad un semplice adeguamento della seziona stradale al tipo C1 di due corsie fino all'innesto con i Giardini d'Atena;
3. la rinuncia alle opere complementari richieste al fine lasciare la sede stradale intatta la S.P. Fondone e quindi: eliminare le due rotatorie e il parcheggio previsto, limitarsi alla previsione di una pista ciclabile e di un percorso per i podisti in modo da salvaguardare quella che è oggi una strada parco.

I CONSIGLIERI COMUNALI LECCE BENE COMUNE
Carlo Salvemini
Saverio Citraro
02-05-2013

Oggi do i numeri

Così è più semplice capire di cosa si parla al Comune quando si evoca il dissesto. 

Abbiamo chiesto allo Stato, avvalendoci della previsione del decreto sblocca crediti, di poter accedere ad un'anticipazione di 43 milioni di euro per il pagamento di debiti certi liquidi esigibili. Abbiamo chiesto, quindi, un prestito sul quale pagheremo interessi.
Per cosa servono tutti questi soldi? 
Circa 3 milioni per poter saldare fatture relative a cosiddetta spesa d'investimento (realizzazione opere pubbliche).
Domanda:
dove sono finiti questi soldi, acquisiti mediante finanziamenti, che avevano una destinazione vincolata?

Il resto, circa 40 milioni di euro, per poter pagare fatture e impegni relativi alla spesa corrente o di funzionamento.
Domanda:
come mai quella che viene chiamata momentanea sofferenza finanziaria dell'ente, relativa al taglio di 5.800.000 di trasferimenti dello Stato, costringe il comune a chiedere un prestito d'importo circa 8 volte superiore?

C'è evidentemente qualcosa di ulteriore che rende così esposto il Comune alla necessità di aiuto rivolta allo Stato.
E si trova nelle cifre indicate nel conto consuntivo 2012, che chiaramente ci spiegano lo stato delle cose.
Nel bilancio, così come confermato dai revisori, troviamo 44 milioni di euro di somme in entrata relativi a ICI e TARSU (ordinaria e da evasione) che non si riescono a riscuotere e relative al periodo 2007-2012.
C'è una non casuale corrispondenza fra quanto chiedo a Roma in prestito perchè non ho liquidità e quanto indico in bilancio come somme che non ho ancora incassato.
La conferma, semmai ve ne fosse bisogno, che in questi anni abbiamo utilizzato il doping contabile per esibire prestazioni che non sono assolutamente realistiche.
Il dissesto negli enti locali si dichiara quando esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a fare fronte.
40 milioni di euro di crediti dei quali si dichiara l'esigibilità.
40 milioni di euro di fatture per i quali si chiedono soldi in prestito allo Stato.

C'è un nesso casuale tra le due voci. L'inattendibilità della prima, che sta portando il Comune al dissesto, è causa della richiesta della seconda.
E cosi per salvare l'immagine politica dell'amministrazione Perrone stiamo chiedendo soldi a prestito per poter pagare i debiti che non riusciamo ad onorare.
Quando si porta la tassazione al massimo, si tagliano i servizi pubblici, si bloccano assunzioni (come sta accadendo a Lecce) di fatto il dissesto è in corso, anche se non dichiarato ufficialmente. Con una conseguenza rilevante: ai leccesi si sta somministrando una cura pesantissima che non è finalizzata a risanare definitivamente i conti ma a produrre l'effetto paradossale di un nuovo indebitamento. 
Un'operazione che forse ci eviterà il default oggi. Ma che inevitabilmente verrà scaricata sui nostro conti di domani.

p.s. per onestà intellettuale devo precisare che lo scandalo di un decreto che consente agli enti locali di potersi indebitare ulteriormente per pagare i debiti, ai quali non si riesce a fare fronte per sciagurate politiche di bilancio, non è una specificità locale. Riguarda centinaia di comuni in Italia e richiama le responsabilità di tanti amministratori locali di entrambi gli schieramenti. E' per questa ragione che nessuno s'è ancora incaricato di ricordare cosa dice l'art. 119 della Costituzione:
"gli enti locali possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l'equilibrio di bilancio". E di evidenziare l'incostituzionalità del decreto salva crediti. Che partito da una premessa nobilissima, salvare imprese dal fallimento, sè trasformato in qualcosa di molto diverso: salvare gli amministratori locali dal proprio fallimento.


30-04-2013

Torre Veneri a Teatro

Continua la campagna di informazione di Lecce Bene Comune sul Poligono di Torre Veneri e le sue Verità Nascoste.
Sabato 11 maggio alle ore 20 al Taetro Koreja di Lecce andrà in scena lo spettacolo di Antonello Taurino e Orazio Attanasio
"Miles Gloriosus, ovvero; morire di uranio impoverito".
Antonello ha scritto il testo, pubblicato da Scienza Express, con la prefazione di Franca Rame: "Una storia di soldati, di misteri, di morti, di responsabilità mai chiarite e del tentativo di seppellire verità scomode. Una storia che ha del paradossale ma che è veramente accaduta nel nostro Paese. E chi è più credibile di due cialtroni per raccontarla? Nato da una dettagliata inchiesta durata due anni, il testo viaggia su toni comicissimi pur raccontando una tragedia. Due storie parallele s'intrecciano: quella dei soldati vittime dell'uranio impoverito nelle guerre degli anni 90′ e quella farsesca ed esilarante di due teatranti sciamannati, Mimmo e Pasquale, che cercano idee per il loro nuovo spettacolo di "teatro civile". E al motto: "Le tragedie italiane a teatro se l'è già fregate tutte Marco Paolini, se c'è libera questa qui dell'uranio bisogna approfittarne!", i due diventano inconsapevoli narratori di una delle pagine più tristi del nostro Paese".

Miles Gloriosus non parla direttamente del poligono, ma affronta il tema dell'uranio impoverito e delle sue vittime.
Al poligono di Torre Veneri ed alle zone d'ombra intorno allo stesso ci introdurrà invece il cortometraggio di Corrado Punzi, dal titolo "cielo_duetreotto".
Immagini inedite e testimonianze dirette che porteranno dritto al cuore della vicenda.

Il video sarà proiettato prima dello spettacolo teatrale e sarà accompagnato da una introduzione per ricordare al pubblico gli interrogativi ed i punti fermi di questa vicenda. Solo in parte legata all'ipotesi dell'utilizzo di munizioni ad uranio impoverito nel poligono leccese: il nucleo centrale della vicenda è infatti l'inquinamento continuato per oltre 50 anni di un'area di alto pregio naturalistico, fra le Cesine e il Parco di Rauccio, dove quasi quotidianamente si svolgono esercitazioni a fuoco militari. Cinquant'anni e oltre che proiettili, bossoli e materiale vario vengono sparati in mare senza mai una bonifica.
Un Sito di Importanza Comunitaria, Torre Veneri, il cui utilizzo da parte militare, minaccia di gravi rischi la salute e l'ambiente e sottrae l'area stessa alla disponibilità della comunità salentina.
Una giornata di informazione per comprendere, ascoltare, vedere del buon teatro e le immagini forti del cortometraggio "cielo_duetreotto": mettetela in agenda e venite, vi aspettiamo!
Per acquistare i biglietti la prevendita è presso il Teatro Koreja. 

per ulteriori informazioni sullo spettacolo ecco una scheda di presentazione
MILES GLORIOSUS ...ovvero: morire d'uranio impoverito
testo, drammaturgia, regia: antonello taurino
con antonello taurino e orazio attanasio
musiche di scena: orazio attanasio
costumi: michela battista
produzione: fondo verri & circolo arci "cicco simonetta"

"Antonello Taurino con spietata ironia sperimenta i confini di un genere, il teatro civile, che ultimamente si sta trincerando in stilemi fin troppo noti. Ironica – ma serissima – denuncia: ci voleva proprio. Ben venga il coraggio di raccontare storie con estro e ispirazione"
(Alessandro Mauri, "TEATROTEATRO.it")

"Un lavoro costruito con grande capacità tecnica e attorale. Un modo intelligente di destrutturare la narrazione senza perdere l'intensità del racconto. Veramente apprezzabile il lavoro di ricerca e la passione che ne traspare"
(FESTIVAL " KILOWATT")

"Lo stile alterna con maestria comicità e riflessione, la guerra al precariato degli artisti, la cultura dei teatri a Gigi D'Alessio (...). Il continuo contrappunto tra i due livelli narrativi permette a Taurino di giocare con tematiche scomode senza appesantire il pubblico. Uno spettacolo "indispensabile""
(Caterina Perali, "PERSINSALA")

"Assesso', io penz che quello spettacolu là sull'Uranio che voi avete programmat nelle iniziative gulturali estife del vostro Comune è megl se non zi fa pecchè dice cose coperte di Secret di Stato"
(Un Parlamentare del "PDL")

SPETTACOLO VINCITORE DEL PREMIO
"MIGLIORE REGIA"
AL FESTIVAL NAZIONALE "CALANDRA 2011"
http://www.myboxtv.com/site3/show.aspx?Cod=22086&Content=Premio_Calandra_2011_a_Simone_Perinelli
"Il regista ha proposto temi di per sè ostici in maniera leggera e al contempo coinvolgente, tracciando con gli attori sulla scena paradigmi recitativi d'alto rilievo"
(Motivazione Premio "Migliore Regia" FESTIVAL "LA CALANDRA")

Il testo dello spettacolo è stato pubblicato in volume da Scienza Express, con prefazione di FRANCA RAME e postfazione di DIEGO PARASSOLE
http://www.unilibro.it/libro/taurino-antonello/miles-gloriosus-ovvero-morire-d-uranio-impoverito/9788896973561
"Un testo ottimo e interessante, ben scritto, e che sorprende per la sua intima coerenza interna. La prova matura d'un drammaturgo che ha reso comprensibile e godibile ciò che fa comodo che resti complicato"
(FRANCA RAME, dalla prefazione del testo "MILES GLORIOSUS")




27-04-2013

Ripensiamo la Regionale 8. Anche a Lecce

Torno a parlare della Regionale 8.
Il Comune di Lecce non può mostrarsi indifferente al confronto sulle modifiche possibili al tracciato previsto.
Deve invece affiancarsi all'iniziativa sostenuta dai Sindaci di Melendugno, Vernole, Lizzanello per proporre varianti migliorative al progetto. Che mitighino le conseguenze rispetto al consumo di suolo e all'impatto sul paesaggio.
Ricordo che ammonta a circa 59 ettari la distruzione di superficie agraria prevista, coperta da vasti uliveti centinaia dei quali censiti come piante monumentali e vincolati da leggi e sentenze. Una campagna tra la più belle del nostro Salento.
Ci vuole da parte di tutti un responsabile impegno a ripensare l'opera rendendola compatibile con le necessità attuali e concrete delle comunità interessate.

Perchè Lecce ha anch'essa il dovere di "farsi sentire"? Per un motivo semplicissimo: solo un formalismo giuridico amministrativo impone che il nuovo tracciato debba  partire dalla strada del Fondone. Se, come pure sarebbe stato logico prevedere, la Regionale 8 fosse iniziata sulla direttrice dell'attuale provinciale Lecce-Melendugno c'era infatti il rischio per l'impresa aggiudicatrice dei lavori di perdere i 57 milioni di finanziamento previsto e rivenienti dal vecchio progetto della demenziale circumsalentina (Lecce-San Cataldo-San Foca-Torre dell'Orso-Otranto). Insomma per salvare la cantierabilità dell'opera è stato necessario confermare un innesto sulla strada per San Cataldo che, dopo la realizzazione della Tangenziale Est, è totalmente inutile. Questo vincolo, sancito a difeso degli interessi dell'ATI (Consorzio Cooperative Costruttori Leadri e altri), fa si che oggi la Regionale 8 intervenga pesantemente nella nostra città sfregiando paesagisticamente la strada provinciale del Fondone. Un prezzo che è troppo caro pagare per intero.
Ecco perchè il Consiglio Comunale di Lecce deve esprimersi con un punto di visto responsabile e consapevole su una possibile proposta migliorativa del progetto.
Quella che Lecce Bene Comune s'incarica di indicare in una mozione.
E che suggerisce due interventi, uno sul progetto definitivo della Regionale 8 e l'altro sulla previsione di opere accessorie richieste dal Comune all'impresa.
Andiamo per ordine.
1. L'attuale tracciato prevede, a partire dallo svincolo della strada del Fondone sulla Tangenziale est, due rotatorie e una strada a quattro corsie che parte subito dopo la Masseria Palombaro superata la Scuola di Cavalleria. La proposta è quella di eliminare entrambe le rotatorie (o almeno una di esse), la cui funzione è incomprensibile, e di passare dalle quattro corsie ad un semplice adeguamento della seziona stradale al tipo C1 di due corsie fino all'innesto con i Giardini d'Atena.
2. La richiesta del Comune è quella di allargare l'attuale strada del Fondone , realizzare due ulteriori rotatorie (una all'altezza del CAT l'altra in sostituzione dell'incrocio semaforico sulla San Cataldo Otranto), predisporre un'area a parcheggio davanti all'ex idrovora nella pineta di San Cataldo. La proposta in questo caso è di lasciare la sede stradale intatta, eliminare le due rotatorie e il parcheggio previsto, limitarsi alla previsione di una pista ciclabile e di un percorso per i podisti in modo da salvaguardare quella che è oggi una strada parco.
Sono convinto che partendo da una visita sui luoghi interessati dal tracciato ciascun consigliere comunale e lo stesso Sindaco possano convenire che questa rappresenti la migliore soluzione per Lecce. Capace di tenere insieme gli interessi diffusi della comunità con quello della realizzazione di un operadi 57 milioni di euro.

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