Carlo Salvemini - Insieme per una Città Pubblica - Con Carlo Salvemini

17-05-2013

Regionale 8: le immagini del tracciato che non avete mai visto

Ci abbiamo lavorato un paio di settimane ed ora che il lavoro è terminato lo rendiamo pubblico. Sono delle immagini digitali con le quali, ci auguriamo, diventa più semplice e immediata la comprensione del tracciato e dell'impatto della Regionale 8 nella nostra città. Oggi in consiglio comunale è inserita nell'ordine del giorno la nostra mozione ,con la quale chiediamo di predisporre delle modifiche al progetto in modo da mitigare l'impatto paesaggistico e il consumo di suolo.
Per lungo tempo non v'è stata consapevolezza che il tracciato che dalla Strada del Fondone congiunge Lecce con la SP per Melendugno all'altezza dei Giardini d'Atena ha ricadute pesanti sulla nostra campagna urbana. E in particolare su una delle strade più belle della nostra rete viaria, amata da podisti e ciclisti.
Ci siamo incaricati di condividere con la cittadinanza le nostre valutazioni preoccupate con due successivi interventi (qui e qui).
Ora proviamo con l'ausilio delle immagini a rendere ancora più chiara la trasformazione che produrrebbe sul nostro territorio la realizzazione del progetto vigente. Si tratta di ricostruzioni dall'alto e ad altezza uomo del previsto tracciato.
Crediamo che possa servire a tutti per farsi un'idea più precisa anche del senso complessivo della nostra proposta. Confidiamo nel buon senso di tutti.

Per vedere la fotosequenza  clicca qui (consigliata visualizzazione a schermo intero)


16-05-2013

Sbalordimento

Tu t'immagini che del progetto ex Enel a Palazzo Carafa assessori, dirigenti, funzionari sappiano tutto, nei dettagli.
Non perchè li ritieni onniscienti e dotati di memoria prodigiosa, capaci cioè di ricordare nei dettagli tutto dei cantieri pubblici e privati aperti in città.
Ma dato il carattere strategico di un intervento inserito in tutti gli atti di programmazione comunale: il Piano Generale del Traffico, il Piano Urbano della Mobilità, il nuovo Piano Urbanistico Generale. Che, essendo a ridosso del centro storico, rappresenta quella dotazione di parcheggi pubblici e privati fondamentali nell'adozione di provvedimenti di chiusura al traffico e estensione dell'isola pedonale in città.
Del resto sono passati dodici anni dal rilascio del permesso a costruire.
Del resto sono passati undici anni da quando l'allora Sindaco Poli Bortone con in capo il casco giallo simulava l'inizio dei lavori.
Del resto chiunque attraversa la città ogni giorno scruta con lo sguardo il cantiere ancora aperto di un edificio imponente a ridosso del Tribunale.
Invece succede che la Commissione urbanistica, convocata per avere dettagli di questi lavori interminabili, si chiuda con l'impegno assunto dall'Ufficio Urbanistico a dare prossimamente ai consiglieri comunali tutte le precisazioni sulla situazione in essere e sulle previsioni future. Non essendo in grado di poter fornire risposte esaurienti alle richieste di chiarimenti e informazioni ricevute nel corso della seduta.
Ho voluto con sincerità e rispetto esprimere un personale sbalordimento davanti a questo passaggio a vuoto: sapere quando si chiuderanno i lavori e si potranno mettere a disposizione della città i posti auto attesi da un decennio dovrebbe essere il rovello quotidiano dei nostri amministratori.
L'incontro è stato comunque per ricordare a noi tutti che il progetto prevede la cessione di due aree da parte dell'impresa al Comune:
quella denominata "A" costituita da oltre 1.500 mq. lungo viale De Pietro e che verrà adibita a parcheggi pubblici;
quella denominata "B" rappresenta da verde urbano a area pedonale nell'area compresa tra via Costadura e viale De Pietro.
L'una e l'altra verranno consegnate prima della dichiarazione di agibilità del manufatto realizzato. All'interno del quale si trovano ulteriori 3.000 mq di parcheggi sotterranei di proprietà del privato.
Tempi previsti? Boh.
Insomma dopo dodici anni siamo a questo punto.


14-05-2013

La sosta a pagamento è già un business redditizio

Il Sindaco ha presentato oggi in conferenza stampa una aggiornamento della piano della sosta in città. (qui i dettagli)
Domanda: è più importante per Lecce aumentare le tariffe dei ticket per la sosta o provvedere immediatamente ad azzerare i 13.000 permessi di accesso alla ZTL nel centro storico? quale dei due provvedimenti può concretamente procurare benefici alla città in termini di vivibilità?
A me la risposta pare scontata. 
Non esprimo una riserva pregiudiziale nei confronti dell'adeguamento del grattino.
Osservo che esso oggi prescinde totalmente dalle politiche sulla mobilità: che è fatto di trasporto pubblico, mobilità dolce, parcheggi.
Voci dimenticate nelle politiche di Palazzo Carafa. Si aumentano le tariffe per garantire un surplu di profitto ai soci non per ridurre l'uso delle auto.
Ricordo che pochi mesi fa SGM e Comune hanno provveduto ad assegnarsi 1.500.000 di euro ciascuno di riserve straordinarie, ossia di utili accumulati negli anni: 
l'azienda grazie al business delle strisce blu scoppia di salute. 
Il 2013 al Comune di Lecce in tema di mobilità si può riassumere così: taglio di 800.000 euro sulle corse dei bus e aumento della sosta a pagamento.
Ogni commento è superfluo.
14-05-2013

Lo stupore della maggioranza

Oggi il Presidente del Collegio dei Revisori del Comune, intervenendo in Commissione, ha voluto ricordare quale è il ruolo importante e delicato che legge assegna all'organo di controllo contabile.
E, per farlo, ho voluto precisare che:

- ad oggi dentro il Comune non esiste una stanza loro assegnata;
- prima del loro insediamento il sito istituzionale prevedeva alcun riferimento alla composizione, e ai curriculm vitae dei componenti;
- solo da poco è stata attivato un indirizzo mail.
A voler ribadire, implicitamente, come sinora in passato non vi sia stata altrettanta consapevolezza nel considerare il Collegio di fondamentale importanza nell'organizzazione dell'ente.
Poi ha risposto alle osservazioni mosse della minoranza sulla relazione al consuntivo 2012, relative ai punti scabrosi del bilancio comunale:
l'enormità de crediti indicati, il ricorso sistematico all'anticipazione bancaria, l'ammontare dei pignoramenti, la patologia dei debiti fuori bilancio. Indicatori inequivoci di un ente che non incassa ciò che indica come voci attive.
Un passaggio importanto è stato dedicato alla situazione gravissima nella qual versa la Lupiae servizi alla quale la relazione dedica un passaggio importante: " il collegio ritiene insostenibili i risultati di esercizio negativi che dovrebbero avere il fondamento su Budget di Previsione evidentemente clamorosamente disattesi; e invita senza indugio il Comune a riconsiderare ruolo e attività della società nell'ambito di una maggiore razionalizzazione delle risorse".
Parole chiare e concetti impegnativi cui hanno fatto seguito ulteriori precisazioni:
in caso di ulteriore perdita d'esercizio nel 2013 il destino della società è segnato dalla legge; 
quando una societa pubblica che ha come unico committente l'ente controllare chiude in rosso i suoi bilanci le cause non possono che essere ricondotte alla mala gestio; 
è possibile l'avvio di un'azione di responsabilità nei confronti di amministratori e sindaci della società, così come la legge prevede;
alcune dichiarazioni recenti del direttore generale della Lupiae sono uno schiaffo all'intelligenza dei cittadini.

Facile comprendere la sorpresa dell'assessore al Bilancio e di alcuni consiglieri di maggioranza nell'ascoltare queste parole.
Non perchè rivelatrici di situazioni ignote. Ma perchè perentorie, chiare e obiettive. Non elusive nè accomodanti.
Una stupimento che ha indotto qualcuno, incautamente, a dire pubblicamente:
"sono state dette cose gravissime stamattinasarebbe stato opportuno che il collegio, prima di giungere a conclusioni di questo tipo, avesse chiesto un incontro con la maggioranza".
L'idea, diffusa e grave, che l'organo terzo deve diventare parte, trasformarsi in tifoso, agire da politico.
A volte meglio soffrire tacendo.






13-05-2013

L'isola (pedonale) che non c'è.

Oggi in commissione consiliare sono stati resi noti i dati relativi al numero complessivo dei permessi tutt'ora vigenti per accedere con le auto nelle cosidette Zone a Traffico Limitato. 
Vi do soltanto il totale, per il dettaglio vi invito a cliccare qui: 12.757.
Per capirci: ogni giorno quasi 13.000 autovetture sono autorizzate ad attraversare il nostro centro storico. Quelle di proprietà di soli residenti sono meno della metà; tutte le altre interessano le varie categorie di "aventi diritto", così come individuati da un ordinanza sindacale del 1999.
Sono numeri che parlano da soli, che non sono compatibli con una città delle nostre dimensioni che ha deciso di chiudere al traffico (o di limitare la circolazione) un'area neanche troppo estesa.
Dal confronto con il Comandante della Polizia Municipale e il Dirigente della Mobilità abbiamo avuto conferma che l'accertamento di eventuali abusi è principalmente demandato ai vigili impegnati in strada, in quando il sistema informatico non garantisce i controlli incrociati tra residenti, domiciliati e targhe. Quindi se il titolare di un permesso per varie ragioni non più valido non s'è premurato personalmente di restituirlo spontaneamente agli uffici non esistono efficace forme di richiamo e annullamento dello stesso.
Questo spiega alcune clamorose anomalie. Solo a titolo di esempio:
i 325 pass rilasciati ai consiglieri e agli assessori (dipende probabilmente dal fatto fatto che essi sono rimasti a chi oggi è cessato dalla carica);
i 322 pass in possesso di giornalisti (un dato che non ha spiegazione se si pensa che ne possono essere rilasciati solo due per ciascuna testata registrata);
i 611 per strutture ricettive.

Alla luce di questi numeri si comprende meglio perchè molti ignorano che un'isola pedonale a Lecce c'è già: nessuno se ne accorge più proprio per la concentrazioni di mezzi che possono accedervi quotidianamente. Così come ho provato a spiegare in un mio precedente intervento.
Oggi la priorità non è allargare il divieto di circolazione ad altre zone di Lecce, ma fare rispettare quello che già esiste.
Per questo abbiamo proposto di rivedere l'ordinanza del 1999, aggiornarla e migliorarla, rivedere i criteri di accezzo alla ZTL, azzerrare i permessi esistenti, predisporre un Regolamento ad hoc.
Solo dopo si  potrà eventualmente procedere ad inziative ulteriori di allargamento dell'isola pedonale.

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