Tema Ambiente

DA DOVE PARTIAMO

Secondo Ecosistema Urbano la più autorevole indagine sul tasso di sostenibilità dei capoluoghi di provincia, misurata prendendo in esame le cinque principali componenti ambientali di una città (aria, acque, rifiuti, mobilità, energia) Lecce occupa l’88ma posizione su 104 totali. 
Un risultato mediocre, nonostante dieci anni di amministrazione siano un intervallo temporale adeguato per realizzare interventi significativi in una città.

È un problema per la qualità della vita dei cittadini leccesi. È un problema di sicurezza. È il diritto del cittadino ad una città migliore, più salubre, più vivibile. È il dovere di una classe politica, che deve saper tutelare il diritto all’ambiente e alla salute.

Occorre una consapevolezza nuova dei problemi e delle criticità per essere protagonisti del cambiamento necessario. A Lecce, invece, facciamo i conti, da anni, con una scarsa sensibilità da parte della politica e una evidente incapacità da parte di chi amministra.

E’ ora di voltare pagina in materia di ambiente, pulizia, rifiuti e sostenibilità.

LE NOSTRE PROPOSTE

"Rifiutiamo"
servizi che non funzionano

La TARI è aumentata di circa l’8% per poter offrire ai leccesi il servizio di raccolta differenziata porta a porta. I cittadini pagano le tasse per ricevere in cambio dei servizi è quindi fondamentale che i servizi offerti siano efficienti ed efficaci ma, ad oggi, al sacrificio imposto non corrisponde una città più pulita. Le problematiche legate alla qualità del servizio offerto inoltre peggiorano a causa dei ritardi nella partenza del servizio nelle marine, dove era previsto il cosiddetto servizio di prossimità per le circa 2.800 abitazioni presenti, dell’inadeguatezza del sistema di raccolta e consegna dei rifiuti (condomini non attrezzati, modalità di ritiro pattumelle complicate). Insomma una serie di disagi e disservizi che evidenziano quanto il Comune di Lecce, ancora una volta, non sia stato in grado di svolgere adeguatamente il suo ruolo a tutela e in favore dei suoi cittadini. E poi c’è il grande tema dell’evasione fiscale. Chi non paga la tassa produce rifiuti e lascia la spazzatura per strada. Doppio danno a carico dei cittadini onesti, il primo è una città sporca, il secondo le casse del Comune che piangono.

Il nostro obiettivo è ridurre la tassazione, migliorare il servizio e avviare un grande piano di sensibilizzazione culturale sul tema dei rifiuti e della tutela della nostra città. Ci capita spesso, come leccesi, di raccontare quanto sia bella Lecce. A questo giusto orgoglio serve affiancare comportamenti corretti e serve capire quanto e come differenziando bene si possa risparmiare e salvaguardare la qualità delle nostre vite. Tutto inizia da noi e se i cittadini diventano consapevoli, tutti, che fare bene la differenziata e avere cura degli spazi pubblici, è fondamentale per sé e per gli altri, anche le eventuali richieste e pretese verso chi amministra sono più forti e più incisive. Se vogliamo servizi che funzionano dobbiamo noi per primi essere disposti a farli funzionare. Se i servizi non funzionano dobbiamo noi per primi pretendere che le cose cambino.

Per avere una città più pulita e poter abbassare il livello della tassazione è fondamentale rivedere, coinvolgendo le categorie interessate, il piano della raccolta in città: orari e frequenza della raccolta devono essere adattati alle esigenze dei diversi quartieri, al tessuto edilizio della città e il nuovo Piano Urbanistico Generale, dovrà colmare un grande vuoto, prevedendo nel suo regolamento edilizio regole chiare dotare i nuovi edifici di spazi adeguati per la raccolta differenziata. Serve inoltre svuotare l’area dell’evasione: incrociando i dati in suo possesso, il Comune può risalire facilmente agli evasori e imporgli di mettersi in regola. È una sfida ma coinvolgendo e informando i cittadini, facendoli sentire protagonisti, motivandoli con agevolazioni tariffarie legate alla differenziata ce la possiamo fare.

Piano di Adattamento
al clima che cambia

Negli ultimi anni la città di Lecce ha risentito fortemente degli impatti dei cambiamenti climatici. Diventano sempre più frequenti, infatti, i danni causati dai cosiddetti “fenomeni estremi”, come le piogge intense, che causano allagamenti di interi quartieri della città e problemi per le infrastrutture, le ondate di calore, soprattutto nel periodo estivo con ripercussioni negative sul comparto turistico, l’erosione delle coste, il rischio idrogeologico e l’impoverimento delle aree naturali dell’hinterland cittadino.
Il fattore tempo gioca un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici a livello urbano. È per questo che Lecce deve fare presto e fare bene, implementando il suo Piano di Adattamento. L’obiettivo deve essere migliorare il livello di resilienza della città e contenere i rischi e la vulnerabilità dei sistemi naturali, sociali e economici, creando le migliori condizioni per determinare opportunità di sviluppo territoriale. Dotare la città di un Piano di Adattamento è una priorità che Lecce non può rimandare, in linea con quanto previsto dal “Nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia”, la nuova iniziativa promossa dalla Commissione europea e destinata ai Sindaci d’Europa. Lecce deve adottare una strategia locale clima-smart, che incorpori l’analisi dei mutamenti climatici in atto nella definizione di politiche e azioni di mitigazione e adattamento e preveda l’adozione di soluzioni e tecnologie intelligenti

Per vincere la sfida dell’ambiente e del clima, il Piano di Adattamento di Lecce deve agire su sei ambiti prioritari, definendo azioni concrete, implementando progetti credibili e individuando le migliori opportunità di finanziamento:

1. pianificazione territoriale sostenibile
2. prevenzione, riduzione e gestione dei rischi e della vulnerabilità del territorio, specie nell’erosione costiera
3. gestione delle acque
4. pianificazione del verde urbano
5. potenziamento dei servizi socio-sanitari e della protezione civile
6. partecipazione e coinvolgimento dei cittadini

Piano del Verde Urbano
e delle Biodiversità

A Lecce il verde urbano è sempre stato considerato, da parte di chi ha amministrato la città, come un elemento del tutto trascurabile e marginale nel governo urbano, utilizzato talvolta per esclusive funzioni decorative, con interventi frammentati, impropri e scarsa manutenzione. Il verde è stato considerato un fattore marginale che non ha assegnato allo spazio aperto e la sua vegetazione, un ruolo decisivo per migliorare la qualità ambientale della città.

Invece, il verde rappresenta il “polmone” di una città che incide fortemente sulla qualità del microclima urbano ed il benessere dei cittadini, ed è anche un fattore strategico per rafforzare le connessioni pedonali e ciclabili. Una corretta manutenzione e l’ incremento diffuso di aree verdi, in particolare quelle con presenza di massa arborea, rappresenta una risposta importante per il contenimento dei livelli di inquinamento atmosferico, per la mitigazione delle ondate di calore estivo, per la gestione del ciclo delle acque meteoriche e per la tutela dell’ ecosistema urbano.
Lecce ha bisogno di un Piano del Verde che parta dal centro urbano per raggiungere tutti i quartieri della città e le marine, integrandosi con la campagna circostante. Ho proposto e fatto approvare in Consiglio Comunale una mozione – ora divenuta delibera d’indirizzo – per dotare la città di questo importante strumento di programmazione e gestione che deve integrarsi e guidare le progettazioni degli uffici dei lavori pubblici, dell’urbanistica e dei trasporti.

Lecce ha bisogno di un grande progetto di forestazione urbana, che agisca con un incremento costante di alberature adeguate, lungo le strade dei quartieri residenziali, le radiali che collegano la città ai comuni limitrofi e scandiscono il passaggio dall’ambiente costruito al paesaggio rurale, negli spazi pubblici e nei parchi di quartiere. Intendiamo piantumare 4000 nuovi alberi in 5 anni, prevedendo 400 alberature annuali, per trasformare le strade di quartiere e i grandi assi viari, in una rete integrata di corridoi verdi:

  • le strade di quartiere devono diventare vettori di una rete di alberature per migliorare la qualità dello spazio pubblico, la percezione dei fronti urbani e il microclima urbano.
  • la tangenziale e la circonvallazione possono diventare delle vere e  proprie cinture verdi, (green belt), per migliorare il benessere ambientale urbano, ridurre l’inquinamento e per disegnare un chiaro bordo verde,  lungo i margini urbani della città, riqualificando l’impatto ambientale del grande anello che cinge la esternamente la città.

Vogliamo redigere un documento ricco, condiviso insieme all’Orto Botanico dell’Università del Salento, l’Ordine degli Agronomi e Forestali e la cittadinanza, avviando una collaborazione permanente per:

  • aumentare la permeabilità del suolo urbano, riducendo le pavimentazioni permeabili;
  • definire un abaco delle specie arboree e vegetali adeguato al paesaggio urbano, quello agricolo e costiero;
  • definire un regolamento per la progettazione, manutenzione e tutela della vegetazione urbana, insieme al nuovo Piano Urbanistico Generale, distinguendo tra aree di arredo urbano (spartitraffico, rotonde, barriere anti-rumore), parchi urbani, giardini storici, (privati e pubblici come il Cimitero Monumentale) aree speciali, (orti botanici, giardini didattici, il nuovo Cimitero), verde attrezzato;
  • censire gli alberi monumentali, le aree verdi e i filari alberati da riqualificare;
  • prevedere la formazione di orti urbani e sociali per la produzione diretta dei prodotti agricoli di autoconsumo e le piante aromatiche

Il Piano del Verde deve diventare un momento di comunità, coinvolgere, oltre ai professionisti di settore, le associazioni e i cittadini, nella definizione e nell’implementazione del Piano nel tempo. Vogliamo rendere i cittadini artefici della qualità degli spazi verdi in città. Sarà importante dare vita ad un partenariato pubblico/privato per la gestione degli spazi, prevedendo anche gestioni in affidamento dei parchi e delle aree verdi urbane e lungo la costa. Il verde a Lecce non può assolvere solo ad una funzione decorativa: deve contribuire a migliorare la qualità dell’aria e dello spazio urbano, deve generare forme di economia collaborativa e promuovere nuovi stili di vita, più salubri ed eco-sostenibili.

Piano Urbano
delle Acque

La gestione delle acque diventa un problema sempre più impellente per la città di Lecce. Le criticità maggiori si riscontrano soprattutto in presenza di piogge intense (le cosiddette “bombe d’acqua”), che costringono la città ad un collasso quasi totale della viabilità e dei servizi pubblici.

Lecce ha bisogno di potenziare il sistema di raccolta, assorbimento e deflusso delle acque piovane. Per fare ciò, è necessario elaborare una chiara strategia di intervento, lavorando su due direttrici:

  1. migliorare il sistema di drenaggio urbano,potenziando e manutenendo la rete infrastrutturale;
  2. pianificare ed attuare un complesso organico di interventi urbanistici, rimuovendo i detrattori ambientali, impiegando materiali e soluzioni ecocompatibili (come le pavimentazioni semipermeabili e drenanti), potenziando le aree verdi e implementando le vie superficiali di deflusso delle acque meteoriche.

È ormai una priorità non prorogabile la riconversione di superfici in precedenza impermeabilizzate, allo scopo di drenare e immagazzinare l’acqua restituendola lentamente alla circolazione superficiale o direttamente all’atmosfera attraverso l’evapotraspirazione, evitando che la pioggia che cade in città si converta immediatamente in deflusso superficiale.

Bonus
per l'efficientamento energetico

Migliorare la classe energetica delle case e degli edifici commerciali non è solo un vantaggio per il singolo proprietario. È un vantaggio per l’intera comunità: meno energia consumiamo, meno emissioni inquinanti immettiamo nell’ambiente urbano. L’aria è un bene comune ed è per questo che le politiche per la qualità dell’aria devono coinvolgere tutti i cittadini, prevedendo premialità per coloro che, perseguendo un’azione privata, concorrono al bene di tutti.

Il Bonus Efficientamento Energetico è un semplice meccanismo che riconosce l’utilità sociale delle azioni di riqualificazione ed efficientamento energetico effettuate dai privati sugli edifici di proprietà o in locazione, accordando uno sgravio fiscale sulle tasse dirette comunali, ripartito su più annualità, e cumulabile con gli incentivi statali.

Si stima che i soli edifici residenziali rappresentino a Lecce il “colosso” delle emissioni, incidendo per circa il 40% sul totale di CO2 censito in città, che raggiunge il 70% se si comprende anche il settore terziario (fonte: dati PAES del Comune di Lecce). Intraprendere politiche attive per contenere le emissioni inquinanti nei settori a maggiore incidenza è un dovere civile per ogni Amministrazione.

Sistema di monitoraggio
delle emissioni

Come cittadini o professionisti, non possiamo scegliere in maniera del tutto consapevole in quale zona della città vivere o lavorare, se non siamo informati sulla qualità dell’ambiente che ci circonda. Come Amministratori, non possiamo effettuare scelte puntuali se non abbiamo a disposizione dati aggiornati sullo stato di salute delle nostre città.

Lecce ha bisogno della più grande operazione di monitoraggio delle emissioni a livello urbano, attraverso l’installazione di centraline e sensori di rilevamento nei punti nevralgici della città, che consentano un cablaggio omogeneo del territorio, dal centro alle periferie, alle marine.

È necessario realizzare un sistema di Smart Monitoring, utilizzando Open Data e mappe georeferenziate delle emissioni, che siano a disposizione tutti i cittadini, delle associazioni e dei professionisti della pianificazione urbana.

Il sistema di monitoraggio delle emissioni è necessario non solo per tenere sotto controllo la qualità dell’aria, ma per avere dati aggiornati in base ai quali effettuare scelte puntuali nei piani sviluppo della città, dal PUG alla pianificazione della mobilità sostenibile e del verde pubblico, dalla gestione del traffico alla pianificazione degli insediamenti privati e commerciali.

Lecce deve prevedere azioni di mitigazione strettamente pertinenti ai bisogni della città e calibrate sulle differenti zone del territorio leccese, con l’obiettivo di evitare concentrazioni di CO2 in particolari aree delle città ad alta densità, come il centro cittadino, le scuole e le marine durante il periodo estivo.

Lecce Bandiera Blu
nel 2022

La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale, istituito nel 1987 con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ONU assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. Obiettivo principale di questo programma è quello di indirizzare la politica di gestione locale dei comuni rivieraschi verso un processo di sostenibilità ambientale. Lecce, con i suoi 22 chilometri di costa compresi in area naturalistiche e paesaggistiche di enorme pregio, non s’è mai percepita come città del mare rinunciando a candidarsi per l’ottenimento di questo qualificante obiettivo. E’ ora di ribadire che LECCE E’ IL SUO MARE: per questo l’obiettivo immediato è quello di orientare le politiche pubbliche relativamente a spiagge, qualità delle acque di balneazione, depurazione delle acque reflue, gestione dei rifiuti, educazione ambientale ed informazione, iniziative ambientali, certificazione ambientale, turismo,  stabilimenti balneari, pesca professionale e puntare ad ottenere il riconoscimento nel 2022.