Tema Bellezza

DA DOVE PARTIAMO

  • il Filobus ha compromesso la qualità del centro urbano e non solo;
  • il rifacimento di Viale dell’Università ha fallito il suo obiettivo e ha separato San Pio dal cuore della città; il ridisegno di via Leuca non ha garantito l’aumento della mobilità ciclopedonale;
  • le marine restano in stato di abbandono: i recenti interventi non hanno generato un miglioramento effettivo della qualità degli spazi pubblici, non hanno valorizzato il paesaggio costiero;
  • piazza S. Oronzo e piazza Mazzini, Galleria inclusa, oltre ad essere ostaggio di allestimenti e occupazioni temporanee, non sono adeguatamente valorizzate, ne sono compromessi il decoro e la fruizione dei cittadini;
  • il centro storico sta perdendo la sua identità; alcune sue importanti emergenze come l’anfiteatro e il teatro romano non hanno ancora avuto l’attenzione che meritano;
  • la città è cresciuta per troppo tempo senza una programmazione urbanistica aggiornata.

LE NOSTRE PROPOSTE

In 20 anni Lecce si è arricchita di tanti nuovi progetti di recupero e trasformazione ma non sempre questi sono stati all’altezza delle aspettative e dei problemi in campo. C’è stata spesso una scarsa attenzione alla qualità dei progetti. Non sempre c’è stata la priorità di definire interventi capaci di generare per i cittadini nuova bellezza, che significa rispondere adeguatamente alle esigenze funzionali, sociali e formali dei luoghi, cercando armonia, garantendo sostenibilità economica della spesa e della vita degli spazi, una volta consegnati alla città. Non sempre si è dimostrata vera consapevolezza della nostra storia. Errori di progettazione si sono succeduti in punti strategici della città, determinando criticità che minano il senso di appartenenza dei cittadini. Su tutti, il Filobus è l’emblema di questa scarsa attenzione al senso della misura negli interventi.

È ora di cambiare approccio: siamo eredi consapevoli di un patrimonio di inestimabile valore. È ora di diventare fautori di nuova bellezza e possiamo farlo solo dando centralità al Progetto.

Insieme
per la Qualità dei Lavori Pubblici

Per innalzare la qualità della nostra città, dobbiamo promuovere la partecipazione e attraverso concorsi di idee dobbiamo fare in modo che, alla base dei nostri progetti, ci sia una priorità assoluta: l’ambizione non di rincorrere i finanziamenti ma di spenderli bene, attuando sempre i migliori progetti possibili, perché i soldi pubblici sono i nostri soldi.

Dobbiamo quindi garantire che le progettazioni pubbliche, quando esterne agli uffici, avvengano con il ricorso sistematico a due strumenti decisivi:

– la rotazione degli incarichi, per allargare la platea dei professionisti, dando occasioni di lavoro a tutti, selezionando attentamente competenze, diversificandole anche per costruire squadre di lavoro molteplici, che facciano lavorare insieme architetti, ingegneri, agronomi, geologi, geometri ed esperti di gestione, artisti, designer, grafici e che includano giovani professionisti;

– la promozione di bandi di concorso, di idee e di progettazione, per promuovere, sempre, la qualità della progettazione.

Gli spazi e le attrezzature pubbliche della città, i suoi paesaggi costieri e rurali, devono aprirsi a chi a Lecce non ha mai avuto occasione di mettersi in gioco. Bisogna farlo con gli ordini professionali, le associazioni di categoria e la cittadinanza, costruendo con la Regione un Festival dell’Architettura e del Paesaggio.

Alcuni ambiti della città, per la loro importanza e complessità, devono essere ripensati con concorsi di idee e progettazione:

LECCE CITTÀ DI MARE
un concorso internazionale di idee per dotare la nostra costa di un lungomare tra San Cataldo e Torre Rinalda, di un itinerario naturalistico dalle Cesine a Rauccio, attraversando i bacini di Acquatina, Torre Veneri – da restituire alla collettività -, e l’Idume. Per definire un sistema chiaro di piazze panoramiche e aree a verde pubblico nei centri marini, individuare percorsi ciclopedonali e parcheggi razionali, garantire alle dune di rigenerarsi. Per costruire un paesaggio nuovo nel quale prevedere anche un Porto Turistico, determinante nella valorizzazione di Lecce come città di mare.

IL CIMITERO MONUMENTALE COME UN GIARDINO DELLA MEMORIA
un concorso di progettazione per liberare dal degrado, l’inerzia e l’abbandono, uno dei luoghi più importanti della storia di Lecce, dove riposano i nostri cari e i leccesi illustri, come Tito Schipa e Vittorio Bodini, dove ha sede la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo. Dobbiamo riqualificare i percorsi che si snodano tra le cappelle, i mausolei e le tombe e rigenerare il verde, garantire ai cittadini di muoversi in sicurezza e senza barriere architettoniche, orientarsi dentro uno spazio del quale esaltare la bellezza per accudire i nostri ricordi e i nostri affetti. È importante farlo per intervenire anche nel cimitero nuovo liberandolo dalla freddezza dei suoi spazi.

SETTELACQUARE, UN UNICO NUOVO MERCATO IN UN GIARDINO

Il quadrilatero tra via Pitagora, viale Aldo Moro, via Lodi e via Cesare Abba, è oggi una distesa di asfalto nella quale sono stati commessi numerosi e reiterati errori che, fino ad oggi, non hanno consentito ad un ambito urbano di grande importanza di essere un vero polo attrattore ed uno spazio di vitalità sociale. L’area ha bisogno di un ripensamento con un concorso di idee che ridefinisca le relazioni tra le parti e disegni una riqualificazione degli spazi. Il mercato dei 48 box versa in condizioni di grave degrado, quello Multietnico, nonostante gli sforzi degli operatori non ha mai avuto piena fruizione. Entrambi sono relegati ai margini di un grande vuoto ed hanno scarsa visibilità e accessibilità. È necessario rimuovere i box inutilizzati e riqualificare l’intera area, partendo dall’ammodernamento del mercato coperto. Vogliamo dare forma ad un progetto di spazio aperto in continuità con il mercato coperto, bisogna realizzare un’area verde nella quale ridefinire nuovi spazi di vendita, moderni e belli, immersi in un giardino attraversabile in bicicletta, servito dal trasporto pubblico e dotato di adeguati spazi a parcheggio. Da un’area degradata, questo ambito deve trasformarsi un polo urbano, efficiente ed attraente anche per i turisti.

Altri importanti ambiti devono essere ripensati mediante progetti complessi.

L’INGRESSO ALLA CITTA’

Lecce ha bisogno di ridisegnare l’ingresso principale alla città. Affinchè il recupero delle Mura Urbiche e del Convento degli Agostiniani diventino realmente un elemento di rinnovamento urbano, affinché dopo le loro imminenti inaugurazioni, si generi piena accessibilità e fruizione e perché quei beni importanti siano tutelati dall’impatto di un traffico insostenibile, è imprescindibile arretrare più a nord lo snodo del flusso di automobili, per lasciare spazio a un ridisegno di viale Porta d’Europa e viale de Pietro, ripensando gli innesti a via Calasso, e viale Ugo Foscolo. Attualmente attraversare questi assi viari è troppo pericolo, e questo è inammissibile in una porzione urbana dove si concentrano tante importanti centralità urbane. Biisogna ripensare il parcheggio di P.zza Carmelo Bene, dotare le strade di adeguati percorsi ciclopedonali, fermate degli autobus, e rafforzare il disegno del verde. Oggi gli Agostiani, e le Mura Urbiche sono frammenti inaccessibili e slegati dal contesto. Il progetto dovrà estendersi al ripensamento dei fronti urbani, e alla costruzione di un sistema di percorsi che tengano insieme Mura Urbiche, Agostianini con il Cimitero Monumentale il Parco di Belloluogo e le sedi dell’Università.

DA PORTA RUDIAE A RUDIAE
un concorso di idee per mettere in cantiere un grande progetto culturale e paesaggistico al tempo stesso, dobbiamo garantire all’anfiteatro dell’insediamento archeologico di Rudiae di essere un vero e proprio attrattore culturale. Per farlo è necessario connetterlo alla città con il disegno di un itinerario narrativo che inizia a Porta Rudiae e termina nell’anfiteatro alle porte di Lecce. Bisogna ridisegnare lo spazio aperto antistante la Porta, il sottopasso di Monteroni e le strade di via Vecchia Copertino e via San Pietro in Lama, farli diventare corridoi verdi, ricchi di alberature, con percorsi pedonali e ciclabili che accompagnano leccesi e visitatori dal centro storico alla campagna, fino all’anfiteatro, raccontando una storia ed un paesaggio.

Governare il Territorio
con il Progetto

Gli errori nella progettazione di alcuni ambiti della città sono l’esito dell’assenza di visione. Dobbiamo invece avere la capacità di programmare il nostro futuro, mettere a sistema le trasformazioni, orientarle per il miglioramento della qualità della vita. Per liberarsi dall’improvvisazione la nostra agenda del cambiamento deve essere capace di pianificare le scelte: anzitutto, costruire una cornice forte del sistema della Città Pubblica (spazi, strade, attrezzature, dotazioni infrastrutturali, ambiente, servizi) capace di attrarre investimenti privati fornendo loro servizi, regole certe e chiare, pari opportunità.

Due progetti sono prioritari, a loro è affidato il principale compito di migliorare Lecce e costruire il futuro:

IL PIANO COMUNALE DELLE COSTE
rilanciare le marine a partire dal ripensamento del paesaggio costiero; stabilire il giusto equilibrio tra spiaggia pubblica e spiaggia in concessione; garantire a tutti l’accessibilità al mare, con una particolare attenzione ai portatori di handicap; valorizzare l’impresa balneare; promuovere un’offerta diversificata che guarda anche allo sport; dotare la costa di percorsi pedonali e ciclabili continui e parcheggi adeguati; combattere l’erosione costiera.

In 5 anni la Giunta Perrone non è riuscita a consegnare alla città questo importante strumento di pianificazione.

IL PIANO URBANISTICO GENERALE
per dare a Lecce trasformazioni integrate che si pongano l’obiettivo primario di migliorare la vita dei cittadini e definire uno sviluppo sostenibile, perché più che di suggestioni abbiamo bisogno di:

  • un sistema della mobilità che garantisca ai leccesi possibilità diversificate di spostamento, senza emarginare nessuno, perché dobbiamo migliorare la qualità dell’aria e la sicurezza delle strade, garantendo accessibilità diffusa a residenti, turisti e pendolari, con itinerari e parcheggi di interscambio adeguati;
  • regolare le trasformazioni combattendo la rendita fondiaria, ponendoci l’obiettivo del consumo di suolo zero e lavorando sulla sostituzione e trasformazione dell’esistente con forti incentivi e sgravi fiscali; garantire sempre le infrastrutture pubbliche, dotazioni infastrutturali primarie, (le reti idriche, fognanti e dell’illiminazione), parchi, strade, servizi sportivi e sociali;
  • offrire a tutti un alloggio, spingendo per una politica delle trasformazioni che mette al centro l’edilizia residenziale, sociale, mista e pubblica;
  • consentire usi temporanei nelle piccole e grandi dismissioni per facilitarne la rigenerazione;
  • disegnare un modello turistico sostenibile che, a partire dal potenziamento dei servizi, promuova un’offerta diversificata: turismo marino, con un Porto Turistico a San Cataldo e la messa a valore della costa; turismo rurale, e non dei grandi villaggi turistici, con la valorizzazione delle masserie, delle casine e la tutela del paesaggio agricolo e colturale salvaguardano gli usi della città antica, potenziando la messa in rete di beni storici; turismo naturalistico, con la valorizzazione dei beni ambientali; turismo dell’accoglienza, calibrando domanda e offerta tra alberghi, B&B, campeggi;
  • rilanciare le marine con la riqualificazione dei centri abitati; il recupero ambientale con forti incentivi degli insediamenti sorti spontaneamente; il rilancio di Acquatina come polo di produzione ricerca e divulgazione;
  • promuovere l’agricoltura rurale e urbana, i prodotti tipici, favorendo la nascita di un’economia circolare, con le scuole, la ristorazione e i mercati;
  • rilanciare il commercio e l’artigianato proteggendo e incentivando i negozi di vicinato, i mercati, le botteghe;
  • ridurre i consumi energetici, la desertificazione e frammentazione della natura; aumentare le superfici verdi della città; migliorare il ciclo dell’acqua e dei rifiuti realizzando un sistema forte di raccolta porta a porta.

Bisogni della città ai quali la proposta di PUG della Giunta Perrone non da risposte.