Tema Commercio

DA DOVE PARTIAMO

  • tra il 2005 e il 2015 a Lecce hanno aperto supermercati o ipermercati per oltre 37.000 metri quadrati di superficie
  • La previsione di un vecchio piano di programmazione approvato nel 2005 era di 25.000 metri quadrati ( esiste quindi un surplus di oltre 12.000 metri quadrati) ;
  • Tra il 2008 e il 2016 c’è stato un calo del 12% degli esercizi commerciali diffuso in tutti i quartieri della città, e del 16,7% nel centro storico
  • Aumentano alberghi, bar e ristoranti
  • I mercati cittadini sono l’emblema del fallimento della Giunta Perrone

LE NOSTRE PROPOSTE

La crisi dei negozi di vicinato produce un impoverimento generale della città, economico, sociale e culturale, determina fenomeni di spopolamento dei luoghi, modifica le nostre abitudini quotidiane, inaridisce l’offerta omologandola e concentrandola in luoghi congestionati, con forti squilibri negli spostamenti tra le varie parti della città, (nel centro storico è quasi impossibile comprare il latte), rende gli spazi pubblici marginali, mette a rischio la sicurezza dei luoghi. A Lecce non esiste uno studio adeguato che analizzi il fenomeno, confrontandolo con gli effetti delle medie e grandi strutture commerciali sorte non solo in città, ma anche nelle sue immediate vicinanze, a Cavallino e a Surbo. C’è stata scarsa consapevolezza e una colpevole assenza di strategie, è urgente contrastare il fenomeno con azioni integrate che agiscano su:

  • nuove politiche urbanistiche e della mobilità;
  • maggiore attenzione all’offerta e all’identità culturale della città;

politiche di accompagnamento, sostegno e promozione.

Microcredito
Comunale

Il microcredito è uno strumento di sostegno all’occupazione per soggetti svantaggiati che non possiedono i requisiti economico patrimoniali e finanziari per accedere ai finanziamenti del sistema finanziario tradizionale e che aspirino ad intraprendere o continuare un’attività di lavoro autonomo e di microimpresa, sprovvisti di garanzia reale.
Le azioni da mettere in campo sono di due tipi:

creazione di un fondo di garanzia attraverso un apposito stanziamento di bilancio (che può essere alimentato da privati, enti pubblici e associazioni) disciplinato da un regolamento comunale e finalizzato a garantire il finanziamento erogato dalla banca (per una somma massima di 25.000 euro) con la quale il comune avrà sottoscritto un’apposita convenzione per disciplinare l’erogazione e la gestione dei prestiti (sul modello virtuoso del Comune di Santa Marinella);

creazione di un apposito “sportello informativo sul microcredito e l’autoimpiego” attraverso la stipula di un Protocollo d’intesa con l’Ente Nazionale per il Microcredito che realizzi una rete di servizi informativi, di orientamento ed accompagnamento alla conoscenza e alla fruizione dello strumento microcredito nel territorio, quale azione concreta di politica attiva del lavoro, capace di intercettare fondi regionali, fondi europei, fondi PMI.

STOP a nuovi ipermercati
più forza al piccolo commercio

Per contrastare la crisi del piccolo commercio serve una strategia integrata che agisca su:

  • un progetto urbanistico;
  • una politica, localizzata e programmata, di agevolazioni fiscali e calmieramento dei prezzi di affitto;
  • una strategia di accompagnamento e supporto all’iniziativa privata, nonché di promozione del commercio e dell’artigianato, che vede saldamente unite e coordinate Amministrazione e associazioni di categoria.
  • il rafforzamento dei servizi.

Individuare solo leve fiscali, senza una riflessione accurata sugli spazi e le prestazioni delle varie parti della città è sbagliato e inefficace. Se in una zona riduciamo solo le tasse, (zone Franche), senza incentivare l’uso del trasporto pubblico, servizi navetta integrati a parcheggi adeguati, senza consentire ai leccesi di passeggiare in strade e piazze confortevoli, attraenti e messe in sicurezza, senza garantire percorsi ciclabili, senza rafforzare i servizi di pulizia, cura del decoro, e servizi di vigilanza, è più difficile per un piccolo commerciante sostenere la sua attività. I negozi di vicinato devono quindi essere sostenuti con forza dal Piano Urbanistico Generale, con una riflessione accurata sulle diverse parti di città in desertificazione commerciale, sulle destinazioni d’uso degli immobili e la tutela  delle vocazioni commerciali cittadine. Nel centro storico, dobbiamo avviare una riflessione coerente alle recenti norme nazionali, (D.lgs. 222/2016 e 125/2015), che consentono ai Comuni di prevedere azioni concrete per valorizzare l’identità locale: individuare ambiti, dove tutelare la coerenza tra offerta merceologica e spazi di pregio storico, proteggerli dal commercio ambulante che limita fruizione e percezione dei luoghi. Bisogna contrastare l’omologazione dell’offerta, per agire strategicamente dove più forte è la crisi del piccolo commercio, mitigare il conflitto tra commercio ambulante e commercio in sede fissa. Vogliamo invertire in modo netto le attuali previsioni della proposta di PUG della Giunta Perrone, che prevedono ulteriori nuovi ipermercati nel Parco delle Marine e nelle periferie, una scelta scellerata che metterebbe ancora duramente a rischio l’economia del piccolo commercio dei quartieri, vera ossatura portante della vita urbana, che, invece, deve essere tutelata. Serve dotarsi di un Documento Strategico del Commercio per fare le migliori scelte analizzando e mettendo bene a fuoco l’offerta esistente, per evitare il ripetersi di scelte fino ad oggi miopi e arbitrali, per lavorare in modo coordinato con le associazioni di categoria, facendo squadra.

A Maggio del 2016 il Consiglio Comunale ha approvato la nostra mozione deliberando l’urgenza di dotarsene.

Alle scelte urbanistiche serve poi rafforzare i servizi di pulizia e disinfestazione, per non lasciare ai commercianti l’onere di sopperire, in solitudine, alle deficienze dei servizi pubblici comunali.

Rilanciare i Mercati Rionali
e la Galleria Mazzini

I mercati di quartiere sono l’emblema della socialità, dell’aggregazione e dello scambio. Da troppo tempo a Lecce non esiste una politica di valorizzazione dei mercati, scelte sbagliate consumatesi in un lungo ciclo di governo li hanno indeboliti, o lasciandoli allo spopolamento progressivo come S. Rosa, o circondandoli di ipermercati, come a Settelacquare, o allontanandoli dal cuore della città. Bisogna intervenire con un progetto urbano sistemico di rivitalizzazione che, insieme ai commercianti, si adoperi per il rilancio di tutti i mercati cittadini, per i leccesi, e per farli diventare veri e proprie attrattori urbani, valorizzandone l’immagine, anche per attrarre i turisti. Dobbiamo ammodernare gli spazi, renderli più accoglienti e decorosi, migliorando le loro dotazioni tecnologiche e consentire anche, dove possibile, alla vendita dei prodotti della filiera agroalimentare, si associ anche la ristorazione, come avviene in tanti mercati d’Italia e d’Europa.

Prioritariamente dobbiamo agire a:

– Settelacquare, sostituendo gli attuali box con nuovi spazi commerciali, belli, moderni ed accoglienti, integrandoli all’attuale mercato coperto da riqualificare insieme al Multietnico, oggi chiuso in se stesso, nonostante gli sforzi degli attuali operatori. Bisogna ripensare radicalmente il quadrilatero delle vie Pitagora, A. Moro, via Lodi e Abba, ridisegnando l’attuale grande distesa d’asfalto, come uno spazio attrezzato con servizi, alberature e percorsi ciclopedonali, che mettano tra loro in connessione spazi commerciali e piccole botteghe artigianali, che oggi sono tutti tra loro slegati, separati. Bisogna immaginare un mercato diffuso in un’area a verde dove migliorare visibilità e accessibilità. Solo dopo questa riqualificazione, che renderà attrattiva e piacevole la zona, possiamo pensare di proporre ai commercianti di Piazza Libertini un trasferimento che completi questo grande investimento su quello che diventerà un importante polo commerciale della città;

– delle Poste, sostenendo gli attuali commercianti, prima del trasferimento a Settelacquare, nella sostituzione delle attuali pagodine, con strutture leggere e amovibili per valorizzare il mercato di giorno e, il pomeriggio e la sera, liberare la piazza alle passeggiate, garantire la percezione del Castello e lo svolgimento di manifestazioni pubbliche;

– S. Rosa, da ripensare come centro polifunzionale;

– Rudiae, con un progetto di messa in sicurezza e vigilanza.

via Bari, migliorando l’accessibilità.

E’urgente poi intervenire nella Galleria commerciale Mazzini, troppe promesse e progetti sbagliati hanno lasciato inespresso un potenziale enorme, c’è una sola strategia di intervento possibile: la Galleria deve trovare un rapporto più forte e diretto con la Piazza diventando con essa un tutt’uno.

Salvaguardare
l'Identità Locale

Da una parte l’offerta commerciale della città si sta depauperando e omologando, dall’altra, l’artigianato locale soffre fenomeni di marginalizzazione senza adeguati spazi e progetti di valorizzazione. Bisogna invertire questa tendenza per rigenerare l’economia urbana e per qualificare il turismo, mettere a valore le nostre tradizioni, la nostra cultura, rivitalizzare i nostri antichi saperi e diventare attrattori esclusivi su scala provinciale, nazionale e internazionale, anche prevedendo l’istituzione di marchi di qualità. Possiamo farlo valorizzando i prodotti tipici della filiera agroalimentare, l’artigianato antico e moderno, (pietra, cartapesta, ferro battuto, terracotta, legno, tessitura tradizionale), tutelando le botteghe esistenti e facilitando l’apertura di nuove officine che utilizzano le tecnologie contemporanee, rinnovando le tradizioni, dobbiamo guardare con più attenzione al design, la moda e l’arte.

  • Insieme agli operatori, agli esperti e alle associazioni di categoria, dobbiamo condividere una strategia di azione comune:
  • censire le botteghe e i locali storici tradizionali ancora esistenti e i nuovi laboratori di giovani designers;
  • insediare una cabina di regia composta da studiosi ed esperti dell’identità artigianale cittadina e provinciale, che, insieme all’Amministrazione, elabori i criteri e i settori per la definizione di un marchio di qualità, promuova la progettazione di stand moderni per la vendita temporanea, collabori alla definizione di una proposta di Legge Regionale per la tutela e la valorizzazione dell’artigianato locale e dei locali e storici di Puglia e la promozione di botteghe- scuola per attrarre giovani leve nell’artigianato e generare lavoro;
  • programmare e calendarizzare iniziative di promozione nell’arco dell’anno valorizzando i mercati temporanei, (natalizio, antiquariato, artigianato e Coldiretti);
  • realizzare un portale tematico on line con la localizzazione dei mercatini, le botteghe artigianali e il calendario dei mercati,

Valorizzare la Festa di S. Oronzo come occasione preziosa di promozione dei prodotti tipici e dell’artigianato di qualità.

Una vetrina permanente per l'artigianato
al Castello Carlo V

Lecce non ha uno spazio adeguato per promuovere in modo permanente l’artigianato locale, la sua storia ed evoluzione, i suoi autori e prodotti di eccellenza, un luogo per mettere in rete gli artigiani e condividere scambi di conoscenza e una progettualità comune. E’una mancanza grave che mortifica le nostre tradizioni, il nostro ingegno e la nostra creatività, impoverisce l’offerta culturale e commerciale cittadina. E’ora di garantire ai leccesi uno spazio adeguato dove valorizzare l’artigianato locale e la sua evoluzione e attrarre i turisti. Il Castello Carlo V, importante meta turistica, è un luogo strategico e prezioso per ospitare nei suoi spazi una vetrina stabile e moderna, capace di offrire a turisti e cittadini un itinerario tra i prodotti dell’artigianato locale, una bussola per orientarsi tra le botteghe della città.