Tema Cultura

DA DOVE PARTIAMO

  • l’Amministrazione non ha definito una visione integrata per attuare insieme a Provincia, Università e operatori, politiche culturali volte a mettere in rete il patrimonio di spazi, beni immobili e progetti che, prescindendo dalla proprietà, insiste diffusamente nel tessuto urbano;
  • una lunga stagione di governo ha relegato la cultura ad essere un calendario di eventi di intrattenimento, senza farla diventare un volano strategico di crescita sociale ed economica della città;
  • tanti immobili della città sono stati meritoriamente recuperati; tuttavia ancora troppi sono i contenitori senza contenuto perché al loro recupero edilizio non si è accompagnata un’idea di valorizzazione gestionale: il Teatro Apollo e Rudiae sono l’emblema di importanti beni senza ancora un futuro;
  • la fruizione collettiva degli spazi è limitata e frammentaria per i leccesi e i turisti, il patrimonio paesaggistico della città è escluso dagli itinerari turistici che hanno prediletto solo la città antica, con il risultato che la permanenza media in città di un turista è infatti, solo di 2,4 notti;
  • la candidatura di Lecce Capitale Europea della Cultura 2019 ha rappresentato per la città un doppio fallimento: nella competizione con le altre città abbiamo perso visibilità, (la giuria ha infatti assegnato 0 punti alla proposta avanzata); terminata la competizione, nessun punto programmatico del progetto del dossier ha avuto un impulso successivo;
  • del finanziamento statale, pari ad un milione di euro, ricevuto per Lecce 2015, solo il 5%, 52.000,00 €, è stato speso per interventi materiali: l’adeguamento dell’impianto di condizionamento del Paisiello.

LE NOSTRE PROPOSTE

La cultura a Lecce ha bisogno di un netto ribaltamento concettuale: dobbiamo farla diventare un Capitale, invertire l’idea che sia esclusivamente un prodotto di consumo estemporaneo per l’intrattenimento e lo spettacolo; considerarlo, invece, un bene per innalzare la crescita e l’innovazione sociale, aumentare il benessere materiale ed immateriale della città, innescare crescita economica con investimenti virtuosi e opportunità per le nuove generazioni.

Venti anni di governo, se da un lato hanno operato un recupero edilizio di alcuni beni, non hanno però garantito a questi piena vitalità e fruizione collettiva all’altezza dei bisogni dei leccesi e delle potenzialità turistiche della città. È mancata sia una volontà che una capacità di programmazione e visione gestionale, per arricchire di contenuti e costruire un futuro solido per le grandi risorse di spazi, beni ed energie presenti in città.

È ora di voltare pagina, di assegnare alla Cultura, una strategia di azione politica per:

  • mettere in rete i beni culturali e ambientali, le istituzioni, gli operatori e le scuole;
  • allargare e promuovere la fruizione collettiva degli spazi e dei progetti culturali per i cittadini, dilatando le progettualità oltre che nella città antica, anche nel paesaggio, nei beni ambientali, nei quartieri, nei luoghi della dismissione della città;
  • integrare le politiche culturali con quelle giovanili, sociali, urbanistiche e ambientali, per offrire opportunità di lavoro, garantire alle fasce sociali deboli accesso alla cultura con bonus, migliorare l’accessibilità ai luoghi, promuovere la salvaguardia ambientale;
  • promuovere programmi di gestione per favorire la sostenibilità economica della programmazione culturale;
  • rendere la città più attrattiva nell’offerta culturale su scala regionale, nazionale ed europea, diversificando l’offerta turistica, con l’obiettivo di aumentare il tempo di permanenza in città dei visitatori.

Un Assessorato alla Cultura
ed uno Sportello Unico per Iniziative Culturali Temporanee

Negli anni, l’Amministrazione ha concentrato le sue energie ponendosi essenzialmente come impresaria di eventi culturali e un’agenzia di marketing. Per troppo tempo, si è così trascurata la necessità, oggi inderogabile, di definire una strategia, una visione politica che assegnasse alla Cultura il compito di valorizzare la città, le sue energie creative, la sua storia, il suo diffuso patrimonio di beni monumentali e ambientali, di memorie e nuove esperienze, di porsi l’obiettivo di accrescere il benessere materiale ed immateriale dei cittadini e l’innovazione sociale.

Lecce ha bisogno di una struttura solida e articolata, di un assessorato alla Cultura vero, capace di assegnare a risorse umane competenti e con esperienza, il compito importante di definire, non più solo un palcoscenico di eventi estemporanei, ma politiche culturali integrate di lungo periodo, che guardino alla Città come ad un laboratorio, una fucina di idee e un punto di riferimento trainante per tutto il territorio provinciale.

È ora di abbandonare improvvisazione, supponenza e provvisorietà.

C’è molto lavoro da fare, l’assessorato alla cultura dovrà porsi come un collettore di progetti e risorse, promuovere iniziative e buone prassi, declinarle su specifici temi e luoghi di intervento che associano alla cultura il compito di essere un motore di rigenerazione urbana, capace di intercettare anche il disagio sociale.

l’assessorato avrà il compito di redigere un Piano di Azione condiviso con la città, un documento programmatico che affidi un ruolo strategico al tema decisivo della gestione degli spazi, per saldare in modo robusto:

  1. creazione e produzione culturale, con fruizione, aggregazione collettiva e attrattività turistica;
  2. sostenibilità economica, con crescita del capitale sociale della città.

il Piano dovrà:

    • censire e mappare il patrimonio di beni culturali pubblici, che insistono in città;
    • mettere in rete la fruizione e la programmazione dei beni del Comune, (palazzi, monumenti, teatri e anfiteatri, il Must, il patrimonio ambientale, parchi e cave, il cimitero monumentale, spazi culturali minori), con quelli della Provincia, (Museo Castromediano, Convitto Palmieri, Biblioteca Bernardini, Manifatture Knos), dell’Università, (Musei e spazi per lo studio), della Curia, (chiese), e dei privati (palazzi, ville, giardini, archeologie industriali)
    • redigere intese e progetti di cooperazione interistituzionale, coinvolgendo anche le scuole, e in partenariato pubblico-privato, per favorire l’integrazione tra la fruizione dei beni monumentali e ambientali, con le manifestazioni culturali temporanee e gli spazi espositivi e la città;
    • valorizzare inediti itinerari narrativi di conoscenza della città, mettendo a valore le risorse del territorio;
    • censire gli operatori e le istituzioni culturali che operano in città;
    • redigere un piano di comunicazione e segnaletica efficace, per migliorare l’accessibilità ai luoghi, valorizzare la percezione dei beni culturali, promuovere un portale tematico ad hoc;
    • definire un regolamento di assegnazione di contributi e spazi, basato su regole trasparenti e accessibili, che implementi la promozione di bandi pubblici e manifestazioni di interesse, per valorizzare le risorse umane della città creando nuove opportunità di lavoro;
    • avviare l’istituzione di uno sportello unico per gli eventi, per ottimizzare le richieste di autorizzazioni e permessi, assistere gli operatori nell’accesso alle informazioni, offrire consulenza amministrativa, logistica e organizzativa. L’Ufficio dovrà istruire ad esempio, le richieste di:
      • concessione temporanea occupazione suolo pubblico
      • licenza temporanea di manifestazione pubblica
      • licenza di agibilità temporanea
      • licenza temporanea di esercizio per spettacolo itinerante
      • autorizzazione temporanea in deroga impatto acustico.

Lecce Città dei Teatri
e degli Anfiteatri

A Lecce abbiamo due Anfiteatri ed un Teatro Romano, a quello di via della Cartapesta, all’anfiteatro di Piazza S. Oronzo, si è aggiunto quello di Rudiae, i cui scavi archeologici saranno presto terminati, facendo riemergere l’anfiteatro dell’antica città alle porte di Lecce; poi abbiamo il teatro Apollo, (recuperato, ma dopo 30 anni di chiusura e 10 di lavori, ancora colpevolmente privo di un progetto gestionale), il teatro Paisiello insieme ai teatri privati Politeama, Koreja, Astragali. Un patrimonio incredibile che possiamo valorizzare per rinnovare la visibilità della città: dopo il Barocco, Lecce oggi può ambire a lanciare l’immagine di una città degli Anfiteatri e dei Teatri antichi e moderni, con un progetto ambizioso di valorizzazione, per alzare il livello dell’offerta culturale della città.

L’anfiteatro di Rudiae merita di entrare in un programma di iniziative culturali di grande respiro, che attragga e accolga un pubblico importante, con un calendario di spettacoli ad alta valenza culturale. Serve un progetto di management culturale per promuovere e agevolare una gestione stabile e coordinata dei teatri della città.

Una Biblioteca Comunale
un ponte sociale per la Cultura

La città non ha spazi pubblici comunali dedicati alla lettura, la diffusione e la condivisione della conoscenza, luoghi aperti ed accoglienti di aggregazione e inclusione sociale, dove studenti, bambini, adulti ed anziani, possano accedere alla cultura, condividere il piacere della lettura, della consultazione e dello studio, incontrarsi, trascorrere il proprio tempo libero. Lecce ha bisogno di una biblioteca civica, un luogo vivo, aperto da mattina a sera, pensato non come un mero contenitore di libri, riviste e materiali multimediali, ma come spazio di relazioni, un’ infrastruttura culturale per svolgere un servizio pubblico: accrescere il benessere culturale della città.

Un luogo dove prevedere, insieme agli spazi per la lettura e la consultazione, anche piccoli ambienti per la formazione all’uso delle nuove tecnologie e attività laboratori, con la dotazione di dispositivi mobili, per promuovere iniziative itineranti nei quartieri della città, avvicinare, insieme alle scuole, le nuove generazioni alla lettura, garantire alle fasce deboli della città piena accessibilità alla cultura.

E’ ora di realizzare uno spazio moderno ed accogliente, dotato di spazi aperti di pertinenza per attrarre visitatori, un luogo da pensare in una posizione strategica per generare nuova attrattività e rigenerazione urbana, fuori dal centro storico:

pensiamo ad una biblioteca civica dentro un grande parco della città, la Trax Road; un piccolo edificio con funzione di cerniera, per collegare le due parti della zona 167, colpevolmente rimaste separate. Un’architettura leggera, trasparente e sospesa, con funzione di ponte che consenta di traguardare la strada di San Cataldo e attragga i cittadini nella biblioteca e nel parco. Uno spazio vivace da attraversare e nel quale sostare, capace di innescare vitalità in un grande quartiere per troppo tempo dimenticato.

Incursioni, Progetti temporanei
per il Patrimonio di Spazi in disuso

La città ha un patrimonio notevole di immobili e spazi che oggi sono luoghi chiusi e/o in disuso, semisconosciuti alla cittadinanza. Edifici antichi, capannoni dismessi o archeologie industriali di proprietà privata che appartengono alla storia della città, hanno segnato la vita di alcuni quartieri e inciso nelle trasformazioni importanti di Lecce. Si tratta di ambiti urbani notevoli che oggi sono luoghi di degrado o zone d’ombra della città. La creatività può diventare uno strumento prezioso per innescare forme di rigenerazione dei luoghi con progetti temporanei. È ora di liberare le energie della città, di aprire temporaneamente questi luoghi, di sostenere e sensibilizzare i privati, per far diventare questi luoghi, teatri di allestimenti temporanei per mostre, spettacoli, performance e visite guidate, appuntamenti di fruizione pubblica momentanei, che ragionano sulla dismissione degli spazi in attesa di una nuova vita, per ampliare l’offerta culturale della città e favorire forme di riappropriazione della cittadinanza a spazi abbandonati.

Vogliamo definire un progetto che promuova accordi pubblico – privato, incentivando quei privati che consentano l’utilizzo temporaneo degli immobili e i progetti culturali che, con allestimenti leggeri e non invasivi, utilizzando tecnologie e sistemi energetici a basso costo, rendono possibile l’accesso temporaneo a spazi dimenticati.

La Cultura
nei Quartieri e sulla Costa

Le iniziative culturali di Lecce devono poter abbracciare la città, entrare nelle piazze e i parchi pubblici dei quartieri, valorizzare il paesaggio costiero e promuovere appuntamenti periodici di aggregazione pubblica in ambiti urbani che soffrono di mancanza di vitalità.

L’assessorato alla Cultura, insieme agli operatori culturali, dovrà incaricarsi di promuove un programma di iniziative diffusi nei rioni della città e nelle marine: cinema all’aperto, laboratori e spettacoli di teatro, musica e danza, mostre temporanee, interventi temporanei di arte pubblica e incontri pubblici; con progetti innovativi, capaci di definire un dialogo creativo con i luoghi e favoriscano la fruizione culturale collettiva di tutti i cittadini, combattendo il disagio e l’esclusione sociale.

Uno Spazio per manifestazioni musicali
a Marco Vito

Da molto tempo Lecce esprime una domanda di spazi adeguatamente attrezzati per manifestazioni musicali, festival spettacoli e concerti, necessari a coltivare e promuovere le produzioni musicali e a migliorare l’offerta culturale della città, anche rispetto alla competizione urbana delle città italiane nel mercato culturale nazionale.

 

L’amministrazione comunale per dieci anni, tra il 2000 e il 2010, ha immaginato di costruire nelle cave di Marco Vito un grande edificio pensato per essere una Città della Musica dentro il Parco delle cave, oggi in via di ultimazione; un progetto ciclopico, fallito per l’eccessivo costo di realizzazione dell’edificio che prevede una spesa di 50 milioni di euro, per un centro polifunzionale, due auditorium, spazi per attività di produzione musicale, biblioteca, archivio musicale e servizi commerciali. Un progetto inattuabile, privo di una strategia concreta di attuazione, troppo oneroso e insostenibile per la città, senza un suo adeguato posizionamento su scala nazionale, europea e del Mediterraneo.

Noi pensiamo ad un progetto più concreto e ridimensionato, non per questo meno importante ed ambizioso per la città, ed esclusivo, nel panorama nazionale. Vogliamo realizzare un progetto più semplice e molto meno costoso, che consenta al parco delle Cave di ospitare concerti e manifestazioni all’aperto, di dotarlo di una infrastruttura leggera ma efficiente, che possa adagiarsi nelle cave ed essere realizzato in un tempo più breve, un edificio leggero, la cui attrazione sarebbe garantita dall’incredibile paesaggio delle cave.

La Casa
delle Associazioni

Nonostante la presenza di un importante patrimonio di spazi pubblici comunali, a Lecce, tante associazioni non riescono ad usufruire di adeguati spazi per poter svolgere le proprie attività. Si tratta di un vuoto grave, acuitosi negli ultimi anni, durante i quali, la domanda di luoghi di aggregazione dell’impegno civico è notevolmente cresciuta; una domanda alla quale la giunta Perrone non ha risposto con azioni e impegno concreti. Più volte siamo intervenuti nel dibattito pubblico per sollecitare l’amministrazione ad individuare uno spazio accogliente da destinare a tutte le associazioni, un investimento sociale culturale e politico, nel senso più alto del termine. L’anno scorso il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mia mozione per individuare tra gli immobili nel patrimonio della città una sede da destinare a Casa delle Associazioni e a redigere un regolamento per l’accesso e la fruizione da parte delle associazioni richiedenti iscritte nel registro comunale. Vogliamo abbandonare definitivamente  la logica delle concessioni in uso ad associazioni, in assenza di criteri congrui e di regole trasparenti, perché se le associazioni più forti hanno goduto dell’opportunità di usufruire di una sede in locali di proprietà comunale, la maggior parte di esse, quelle di piccola dimensione, con ridotta capacità economica e che non riescono a gestire una sede autonoma, hanno dovuto invece arrendersi all’impossibilità di riferirsi a regole certe e trasparenti, che favorissero la logistica delle associazioni cittadine. Uno spreco di risorse pubbliche con sedi disseminate e utenze a carico delle casse comunali.

E’ ora di voltare pagina, di dotare la città di un luogo adeguato, accogliente e con spazi aperti per attività all’aperto, uno spazio multifunzionale, che funga da centro di aggregazione per le associazioni della città, con ambienti flessibili per incontri pubblici e aule per attività laboratori. Un Casa unica per la cittadinanza attiva che possa mettere in rete l’associazionismo, organizzare in modo efficiente, mediante turnazione, l’utilizzo degli spazi, stabilire misure proporzionali all’utilizzo degli spazi per il contributo alle spese di gestione della sede, garantire piena fruizione pubblica della cittadinanza.