Tema Mobilità

DA DOVE PARTIAMO

  • Il FILOBUS, la più grande opera pubblica della città, ha fallito il suo compito;
  • la rete del trasporto pubblico ha subito una forte riduzione, e resta per i leccesi un corpo estraneo;
  • SGM ricava dalla sosta tariffaria 5 milioni di euro l’anno;
  • strade, incroci e spazi pubblici importanti sono stati mal progettati, persiste una forte carenza di parcheggi, marciapiedi adeguati, percorsi ciclabili, barriere architettoniche;
  • la pianificazione dei parcheggi pubblici è ferma al 1992;
  • i parcheggi di Ex Enel e Piazza Tito Schipa non hanno avuto nessun impulso nell’iniziativa dell’Amministrazione.

LE NOSTRE PROPOSTE

In 20 anni a Lecce gli spostamenti dei cittadini sono peggiorati, la città è cresciuta senza una strategia di intervento capace di ridurre il traffico, rendere efficiente e attraente il trasporto pubblico, migliorare la mobilità pedonale e ciclabile, garantire accessibilità ai servizi, le attrezzature e la spiaggia, mettere in sicurezza le strade e gli spazi pubblici, eliminare le diffuse barriere architettoniche.

È ora di considerare la mobilità il perno del governo della città, di affermarla come diritto prioritario di cittadinanza, per migliorare la qualità dei nostri spostamenti quotidiani per raggiungere i luoghi di lavoro, studio e svago.

È ora di farlo per:

  • ridurre le disuguaglianze sociali e tenere unita la città, migliorando e aumentando la rete del trasporto pubblico;
  • diminuire la congestione urbana, l’inquinamento, l’abbandono e il degrado dello spazio pubblico, garantendo accessibilità sicura e capillare a pedoni, ciclisti, cittadini con disabilità;
  • muovere l’economia incentivando il commercio, le opportunità e l’accesso ai servizi;
  • favorire la mobilità sociale e l’attrattività urbana per i leccesi, i turisti e i pendolari.

SGM deve diventare pubblica
e rispondere ai bisogni dei cittadini

Abbiamo l’urgenza di ridefinire il profilo pubblico di SGM. In 10 anni la società ha garantito ottimi affari solo al socio privato e nessun reale beneficio per la città. Perché del rendimento annuo del 21% sul capitale investito ai soci, Comune e Igeco-Bertani, alla città non resta nulla in termini di investimenti per migliorare l’efficienza e la qualità del trasporto pubblico. Se confrontiamo questi risultati con i ricavi di SGM dalla gestione della sosta tariffata, che oggi sfiorano i 5 milioni annui, a fronte di 900mila euro derivanti da ticket e abbonamenti per il trasporto pubblico, è evidente che non è più derogabile la pubblicizzazione di SGM. Che deve diventare una grande società pubblica di scala intercomunale, fornire servizi di trasporto pubblico urbani ed extra urbani, avendo come territorio di riferimento un’area vasta aperta ai comuni dell’hinterland, per allargare l’offerta del trasporto pubblico. Ogni giorno a Lecce ci sono 34.418 spostamenti in ingresso e uscita a e da Lecce.

Pianificare
la rimozione del filobus

Il Filobus è stata la più grande opera pubblica della città e al tempo stesso un clamoroso errore. Un’opera che è costata 23 milioni di euro ed è utilizzata quotidianamente, come certifica SGM, solo da 650 passeggeri al giorno; cono cifre imbarazzati che testimoniano come la sua previsione, realizzazione e messa in esercizio è stata un fallimento clamoroso ed un grande danno per la città.

È un sistema di trasporto inadeguato, sovradimensionato rispetto al tessuto urbano del centro, oneroso nei costi di esercizio e manutenzione, che, oltre ad essere percepito dai cittadini come un corpo estraneo, ha anche compromesso la qualità dello spazio pubblico, limitando spesso la mobilità pedonale e ciclabile nel cuore della città. È ora di avere il coraggio di guardare lontano, innalzare le aspettative della città e pensare che il filobus non sarà permanentemente il nostro sistema di trasporto pubblico. Abbiamo l’obbligo di restituire ai leccesi il diritto a muoversi utilizzando un servizio pubblico, costruendo un’alternativa: pianificare una graduale dismissione di pali e automezzi, per liberare la città da uno sfregio e dotarla di un trasporto pubblico vicino ai cittadini. Bisognerà redigere uno studio accurato, avviare un piano di intervento, stabilire traguardi di medio e lungo termine, ponderare costi e benefici, ma lo faremo, insieme.

Il trasporto pubblico
deve parlare ai leccesi

Per ridurre il traffico automobilistico bisogna offrire ai cittadini un’alternativa all’auto valida, non nascondersi dietro la falsa scusa di una diffusa pigrizia culturale che ci impedisce di cambiare le nostre abitudini; così facendo, tradiremmo il bisogno della città di innalzare gli standard della qualità dei nostri spostamenti, le nostre ambizioni di diventare una città più moderna. Se i cittadini vivono i mezzi pubblici come un corpo estraneo è perché oggi questi sono inadeguati. Dobbiamo invece definire un trasporto pubblico adatto alla città, ecologico, efficiente e vicino ai cittadini, in termini di frequenza delle corse, aree servite, comodità e confort delle fermate.

Bisogna agire su tre leve:

1) aumentare l’offerta, incrementando la rete;

2) definire un progetto di segnaletica chiaro e semplice, che orienti in modo immediato i leccesi nella comprensione di tragitti, tempi e fermate, utilizzando metodologie avanzate che parlino a tutti i cittadini, anche ai soggetti deboli con disabilità visiva, uditiva e motoria, per fare in modo che il trasporto pubblico dialoghi con i leccesi, i turisti e i pendolari;

3) promuovere incentivi, buoni viaggio gratuiti a soggetti svantaggiati, studenti e lavoratori in difficoltà, a cittadini virtuosi che utilizzano la bicicletta

Diversificare l'offerta
e una flotta di mezzi pubblici molteplice

Per migliorare l’attrattività del trasporto pubblico bisogna dotarsi di una flotta di mezzi pubblici diversificata che alla rete degli autobus affianchi anche sistemi a noleggio facili ed efficienti, posizionati in punti strategici della città e nei parcheggi di interscambio: biciclette e automobili elettriche, (bike sharing e car sharing), navette, per spostamenti brevi e di medio raggio, verso le zone della città più densamente frequentate: centro storico, uffici e importanti servizi pubblici.

Accanto alla diversificazione dell’offerta pubblica è necessario incentivare servizi privati di mobilità condivisa, car pooling e Taxi sharing per una rete selezionata di itinerari strategici.

Dobbiamo promuovere in tutti i quartieri, specie quelli periferici, l’utilizzo dell’auto condivisa, per limitare il numero di spostamenti individuali, e, in quelli del centro, garantire con il nuovo PUG che i cortili condominiali si liberino gradualmente dal parcheggio della seconda e terza auto, per consentire il gioco dei bambini; serve incentivare la dislocazione di ricoveri per biciclette condivisi, per promuovere la mobilità ciclabile.

Piano urbano della mobilità sostenibile
e Agenzia della Mobilità

La sosta tariffaria non può essere l’unico strumento per governare la mobilità che a Lecce è ferma ad un Piano del 2007, un’arretratezza testimoniata quotidianamente dall’intenso traffico dei punti di ingresso e uscita della città e del centro urbano, abbiamo un deficit di analisi e programmazione inaccettabile: l’unico Piano di Parcheggi esistente risale al 1992,

La mobilità pedonale e ciclabile non è aumentata secondo le aspettative dei cittadini, molti punti nodali restano critici, l’ ingresso nella città da Brindisi e Gallipoli, Viale XXV Luglio, l’ incrocio del bar Rosso e Nero, Viale degli Studenti, Viale Grassi, le Piazze Mazzini e Libertini, nessun parcheggio pubblico aggiuntivo è stato affiancato ai grandi attrattori della città, varianti e altri progetti hanno sottratto posti auto e generato situazioni molto problematiche (Mura Urbiche, Piazza Palio, complesso Agave e marine ad esempio).

Lecce deve garantire a tutti opzioni di spostamento integrate e diversificate che consentano di accedere ai servizi, senza escludere nessuno, deve migliorare la sicurezza degli spostamenti, ridurre l’inquinamento atmosferico, acustico e i consumi energetici, migliorare l’efficienza e l’economicità dei trasporti, l’attrattività della città e la qualità dell’ambiente urbano.

Siamo stati promotori di una delibera approvata all’unanimità, con la firma del sindaco Perrone, per dotare la città di un Piano della Mobilità Sostenibile. Uno strumento innovativo, per definire un progetto nuovo di mobilità con la partecipazione attiva dei cittadini, l’università e le principali istituzioni pubbliche e private, perché abbiamo bisogno di una visione condivisa e integrata: tenere insieme alla mobilità i progetti dello spazio pubblico e le previsioni urbanistiche.

Serve aumentare le zone 30, allargare la ZTL del centro storico, ma individuando un sistema di parcheggi pubblici cuscinetto e d’interscambio, integrati a Ex Enel e Piazza Tito Schipa; serve ricalibrare la sosta tariffaria introducendo metodi efficienti ed immediati di pagamento con cellulare e bancomat su tutti i parcometri; serve riqualificare le principali strade della città.

 

La circonvallazione e la tangenziale possono diventare due grandi cinture verdi, (green belt), che abbracciano la città e la irrorano di connessioni intelligenti:

  • una green belt urbana, con percorsi protetti e alberature, ottimizzando le prestazioni di semafori e svolte;
  • una green belt extraurbana, la tangenziale, con una progetto di valorizzazione paesaggistica di questa importante infrastruttura, attorno alla quale organizzare parcheggi di interscambio verdi lungo le radiali di ingresso e uscita da e per la città, con corse di trasporto pubblico strategiche.

 

Per uscire dalla logica della settorializzazione e porci l’obiettivo della sostenibilità economica, ambientale e sociale della mobilità, dobbiamo compensare lo svuotamento delle funzioni della Provincia ed istituire un organo di progettazione che orienti ed indirizzi le politiche della mobilità. Siamo un Capoluogo di Provincia, Lecce non può governare il traffico con un ufficio debole e impreparato, deve invece porsi alla regia dell’istituzione di un’Agenzia della Mobilità intercomunale, un soggetto interamente pubblico, per redigere il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, attuare misure di monitoraggio e verifica del raggiungimento degli obiettivi, redigere i bandi per la gestione del trasporto pubblico, orientare le politiche di SGM.

Le strade
di tutti

Accanto al Piano della Mobilità Sostenibile dobbiamo prevedere un PIANO DELLA MOBILITA’ PEDONALE, per aumentare in modo graduale le zone pedonali, la qualità delle strade principali e secondarie, pensate come corridoi verdi, con alberature e marciapiedi adeguati, prevedere vicino le scuole dei vari quartieri della città, percorsi protetti, attivare con i dirigenti scolastici, le famiglie e l’associazionismo progetti e azioni di accompagnamento come i Pedibus e i Bicibus, misure che facilitino gli spostamenti dei bambini, per far entrare Lecce nella rete europea della Città dei Bambini.

Dobbiamo poi redigere un PIANO DELLA MOBILITA’ CICLABILE, (BICIPLAN), istituire un ufficio ad hoc che collabora con le associazioni cittadine, per disegnare una vera rete degli spostamenti ciclabili, diversificando tra percorsi promiscui, percorsi esclusivi, itinerari urbani, naturalistici e culturali, definendo percorsi che collegano Lecce alle marine e alle sedi dell’Università e, trasversalmente, le radiali della città, con una circonvallazione verde che attraversa e collega tra loro i quartieri.

Dobbiamo garantire piena accessibilità anche ai soggetti fragili, cittadini con disabilità, anziani e mamme, con il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, (PEBA), istituendo il Disabilty Manager, per riqualificare le strade e i marciapiedi, gli accessi ai parchi, giardini, servizi e uffici pubblici, ai monumenti, i beni culturali diffusi e al mare.

Se miglioriamo la mobilità dei cittadini con disabilità la miglioriamo per tutti.

Il Centro della città e i parcheggi
Ex Enel e piazza Tito Schipa

La riduzione del traffico e dell’inquinamento nel centro antico e moderno della città è urgente e necessaria per liberare le strade dalle automobili e valorizzare la socialità, l’economia urbana e la fruizione dei beni culturali.

E’in questa parte della città, che appartiene a tutti i leccesi, infatti, che insiste la più densa concentrazione di attrattori culturali e commerciali, oltre ad importanti uffici pubblici.

L’attuazione dei parcheggi di EX ENEL E PIAZZA TITO SCHIPA non è più derogabile. Bisogna aumentare la Zona a Traffico Limitato e migliorare la qualità della vita di residenti, turisti e operatori economici, per farlo, serve dare un forte e deciso impulso alla realizzazione dei due parcheggi, velocizzando il cantiere di Piazza Tito Schipa, per restituirla ai cittadini, e di EX ENEL con il coinvolgimento di SGM.