Tema Politiche Sociali

Al disagio sociale si risponde con l’inclusione, i sussidi non bastano. Perché nessuno resti indietro, bisogna ribaltare la logica dell’assistenzialismo e includere, possiamo farlo solo ponendoci la priorità assoluta di investire in modo diffuso e integrato sui servizi.

DA DOVE PARTIAMO

  • Ogni giorno a Lecce, circa 2.000 famiglie ritirano i pacchi alimentari;
  • migliaia di famiglie circa vivono sono sotto la soglia di povertà, (assoluta e relativa), secondo i dati Caritas;
  • circa 1.000 sono state le domande di assegnazione di alloggi popolari;
  • la Caritas in primis e altre associazioni di volontariato sono l’unico reale e concreto punto di riferimento di cittadini che vivono situazioni di sofferenza sociale ed economica;
  • in questa lunga stagione di governo sono mancati reali sforzi per dare priorità e centralità al sostegno ai deboli; l’Ufficio Servizi Sociali non è dotato di adeguate competenze per dare concreto ed efficiente supporto ai bisogni delle crescenti marginalità sociali ed economiche della città.

LE NOSTRE PROPOSTE

A Lecce i diritti dei deboli sono diritti deboli. Chi vive situazioni di marginalità e disagio è spesso invisibile agli occhi della città e poco aiutato da un sistema di servizi inadeguato ai bisogni. Il sistema del welfare urbano è in forte sofferenza per i progressivi tagli delle risorse statali che hanno depauperato le casse del bilancio comunale. Una  situazione critica ed in perenne emergenza, alla quale far fronte è molto difficile, perché bisogna riuscire a fare bene e sostenere, con poco, la marginalità sociale. Oggi la sfida per combattere la povertà, l’emarginazione sociale, il disagio crescente e la vulnerabilità dei leccesi è allargare lo sguardo, avviare azioni integrate, promuovere e rafforzare le reti della solidarietà, definire interventi di inclusione e supporto attivo per combattere il disagio, intervenendo su più fronti. Il Senato ha approvato il ddl delega sulla povertà: anche se ancora con risorse insufficienti, nel nostro paese vedrà la luce il Reddito di inclusione. Si tratta di una legge che rappresenta una assoluta novità. L’Alleanza contro la Povertà, una rete di associazioni che si batte dal 2013 su questo fronte, ha definito la legge delega un “momento significativo” perché “i sussidi senza i servizi scadrebbero nell’assistenzialismo, perdendo, così, il carattere inclusivo che rappresenta, invece, il punto di svolta nella lotta alla povertà e all’emarginazione sociale. Le “card” che si sono succedute in questo paese rappresentano una misura vecchia, di semplice assistenzialismo e impotente che non libera i soggetti fragili dai loro bisogni. E’ ora di stabilire anche a livello comunale una strategia sistemica, capace di organizzare il secondo livello dell’assistenza. Oltre a garantire un pasto ai bisognosi – come riescono a fare le mense della Caritas – bisogna progettare interventi per farli uscire dall’esclusione: ai bambini in difficoltà bisogna dare il sostegno scolastico, l’educativa domiciliare, i voucher per l’asilo nido, i buoni per il centro diurno e la ludoteca, la possibilità di fare sport, alle loro famiglie un sostegno all’affitto. E’ urgente Utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, perché una vita dignitosa consiste oltre che  nel fare la spesa, nel sentirsi pienamente parte della comunità in cui si vive.

La lotta al disagio deve assumere un ruolo di primo piano per un’agenda del cambiamento che opera disegnando politiche di sostegno ed inclusione e non interventi estemporanei. I bambini che vivono in condizioni di esclusione, i disoccupati, gli anziani e le persone senza fissa dimora devono, a pieno titolo, far parte della civitas, essere cittadini, accedere a servizi diffusi.

Un Osservatorio sui Bisogni
e una Rete della Solidarietà

Lecce ha bisogno di aggiornare la fotografia dei bisogni sociali, censire le famiglie e i soggetti che hanno bisogno di un sostegno, mettere bene a fuoco le tante declinazioni della marginalità e ridefinire l’ordine degli interventi per raggiungere tutti i cittadini deboli e sostenerli. Non è più tempo di porsi come spettatori dei rapporti annuali della Caritas, delle denunce e i gridi di allarme dei soggetti che operano sul terreno della solidarietà e dell’assistenza. L’Amministrazione ha il dovere, non più rinviabile, di attivarsi per rafforzare il suo ruolo decisivo nella lotta alla povertà e all’esclusione, deve mettersi al fianco dell’associazionismo attivo, del mondo del volontariato cooperando, facendo squadra per la costruzione di un Osservatorio permanete sui bisogni sociali della città. L’Osservatorio dovrà assumersi il compito di favorire la messa in rete degli operatori della solidarietà e degli interventi, offrire supporto e sostegno alla logistica delle azioni, agganciare alla mappa dei bisogni un Piano di Azione che agisca per un sostegno diffuso e integrato nella città.

Rafforzare il ruolo dell'Amministrazione
nell'Ambito Territoriale Sociale

Nel Coordinamento Politico Istituzionale dell’Ambito Territoriale Sociale di riferimento, (l’aggregazione dei Comuni dell’hinterland della città, che ha il compito di svolgere funzioni di programmazione, progettazione, organizzazione e gestione associata dei Servizi Sociali), il Comune di Lecce, in questi anni, è stato rappresentato da un Consigliere Comunale in carica. Una scelta inadeguata, attenta più al tema del consenso che non a quello dei bisogni. È ora di voltare pagina, di assegnare questo ruolo ad un tecnico, fiduciario del Sindaco, preparato ed esperto, una figura autorevole, dotata di adeguata competenza ed esperienza per assolvere ad un ruolo determinante, nel sostegno alla marginalità sociale.

Casa delle Genti
Centro di Pronta Accoglienza

Lecce ha bisogno di un progetto di sostegno e contrasto alla marginalità sociale estrema, rivolto alle persone che vivono senza un tetto, senza legami sociali e in situazioni di grave disagio economico. Il centro notturno dell’ex masseria Ghermi ha solo 25 posti letto e le strutture della Caritas non sono sufficienti a contrastare un fenomeno che resta in aumento, senza azoni sistemiche di contrasto.

Per combattere la povertà e l’emarginazione dobbiamo allargare la solidarietà, impegnarci con più forza, come Amministrazione, a migliorare la giustizia sociale della città, possiamo farlo, dando corpo ad un progetto laico. Oggi dobbiamo aprire una stagione nuova che vede l’Amministrazione impegnata in progetti di solidarietà e accoglienza, per avviare il welfare collaborativo. Oggi abbiamo l’occasione di sostenere l’iniziativa del Gus, Gruppo Umana Solidarietà “Guido Pauletti”, Organizzazione non governativa, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri, che ha già avviato nelle Marche due centri di prima accoglienza ed oggi intende realizzarne uno a Lecce. il Gus ha ottenuto la disponibilità di un immobile privato in disuso, la clinica De Franchis in via Lequile, situata in posizione strategica, vicino la stazione ferroviaria. Lì intende realizzare una Casa delle Genti per accogliere i senza tetto offrendo loro,oltre all’accoglienza notturna, anche servizi di prima necessità: pasti, percorsi di reinserimento lavorativo e assistenza sanitaria, dialogando con tutti gli attori istituzionali del territorio. La lotta all’emarginazione sociale ed economica infatti deve avvenire mediante politiche attive che, alla prima accoglienza, associano progetti di inserimento sociale, culturale e lavorativo. Come amministrazione possiamo fare molto, e intendiamo farlo facendo squadra, metterci a fianco al Gus e al privato proprietario dell’immobile, costruendo un progetto condiviso, che una volta avviati i lavori necessari per la ristrutturazione dell’immobile, sostenga l’attività del Gus con un contributo stabile, e garantisca tutto il supporto necessario per  un dialogo costruttivo tra tutti gli attori del territorio impegnati nel sostegno alla marginalità sociale.

Lotta allo Spreco Alimentare
Condividere il cibo

Una recente indagine di Coldiretti, impegnata in una campagna contro gli sprechi alimentari, ha evidenziato che in Puglia, ogni anno 310 mila tonnellate circa di cibo vengono gettate via. La fotografia dello spreco alimentare ci dice che le famiglie sprecano alimenti per il 54%, la ristorazione per il 21% e la distribuzione per il 15%. Dati che si aggiungono agli sprechi derivanti dalla coltivazione e la trasformazione agricola. La lotta allo spreco alimentare può essere un incredibile leva attorno alla quale attivare la solidarietà, per donare ai soggetti deboli e bisognosi, prodotti agricoli e alimentari invenduti, danneggiati da agenti meteo, eccedenze provenienti dalle cucine delle famiglie e il mondo della ristorazione. Vogliamo attivare un progetto ambizioso mettere in rete l’associazionismo, le organizzazioni di beneficenza, promuovere imprese sociali, per la raccolta, la distribuzione e la donazione del cibo nei quartieri della città dove risiedono i leccesi in difficoltà. L’amministrazione avrà il compito di censire i soggetti deboli e localizzarli, di supportare e sostenere la logistica della distribuzione, istituendo una banca del tempo per il reclutamento di volontari.

Sostenere la Cittadinanza Attiva
e il Volontariato

La solidarietà è una leva decisiva per combattere la marginalità e l’esclusione sociale dei soggetti deboli. Una città solidale è una città coesa, viva e moderna, nella quale i cittadini si attivano per condividere beni e servizi informali, ma preziosi e strategici nel sostegno alle tante marginalità sociali e nel potenziamento di politiche inclusive. Oggi il sistema dei servizi comunali, anche quando efficiente, non basta a sostenere in modo diffuso l’inclusione sociale, a non lasciare indietro nessuno. E’ invece urgente cooperare con l’associazionismo del mondo del volontariato, le imprese di utilità sociale e le risorse private, per costruire reti solide che favoriscano la ricomposizione di fratture sociali. E’ ora di valorizzare la solidarietà, farla diventare una forte leva di contrasto all’emarginazione, sostenendo progetti dal basso che lavorando per attutire le disuguaglianze e l’esclusione,  contribuiscano alla costruzione di una città più equa. Vogliamo censire, mettere in rete e valorizzare il volontariato e la solidarietà, considerarle un potenziamento civico del welfare comunale, prevedendo contributi, supporto logistico e assegnazione di spazi, ponendoci in partenariato, nel reperimento di finanziamenti per progetti solidali.
Vogliamo promuovere anche a Lecce – secondo quanto previsto dalla legge 53/2000 – una Banca del Tempo per  favorire lo scambio di servizi e di vicinato, per facilitare l’utilizzo dei servizi della città, per estendere la solidarietà nelle comunità locali, per incentivare le iniziative di singoli e gruppi di cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano scambiare parte del proprio tempo per impieghi di reciproca solidarietà e interesse.

Politiche
per gli Anziani

Dobbiamo guardare alla popolazione anziana della città con più attenzione e sensibilità, bisogna combattere la solitudine di chi non ha un sostegno familiare e non può accedere a quello privato. Possiamo agire puntando al benessere generale della persona: migliorare le condizioni di salute e assegnare piena attenzione al benessere psicologico ed emotivo.

Cooperando con l’associazionismo e implementando politiche integrate abitative e culturali, possiamo intervenire su più leve:

Assistenza domiciliare. Promuovere e rafforzare l’aiuto domestico, la cura della persona e il sostegno nel disbrigo di commissioni;

Laboratori occupazionali e Centri Socio Ricreativi,con servizio di trasporto a domicilio. Luoghi dove l’anziano è accolto per alcune ore al giorno per attività di socializzazione e di sostegno nella vita quotidiana, laboratori tematici e attività di psicomotricità; spazi per lo svago, il relax e il benessere, in una stretta collaborazione con palestre, sale da ballo, teatri, cinema e associazioni culturali da mettere in rete, per  garantire all’anziano la partecipazione a  momenti ricreativi, (ballo, giochi), eventi culturali, (gite, visite guidate, spettacoli a condizioni vantaggiose) e attività sportive (ginnastica dolce, yoga, campi di bocce).

Coabitazione tra pensionati autosufficienti e studenti universitari fuori sede. Favorire l’accoglienza in casa di studenti, in cambio di un canone di affitto contenuto, di una partecipazione alle spese della casa e della collaborazione con piccoli aiuti e compagnia.

Assicurazione contro eventi criminosi. Sostenere gli anziani vittime di eventi criminosi quali il furto, la rapina o la truffa, con un servizio di copertura assicurativa rivolto ai residenti del comune di Lecce aventi 70 anni compiuti, ed entro una determinata fascia di reddito, che abbiano presentato regolare denuncia alle Forze dell’Ordine.

Protocollo d'intesa
con la Casa Circondariale di Borgo San Nicola

La casa circondariale di Lecce è una realtà di rilevante significato ed estensione. Vogliamo rafforzare i legami istituzionali per condividere intese e percorsi riabilitativi dei detenuti finalizzati al loro reinserimento sociali che possono svolgere lavori utili per la collettività. Partendo dall’esperienza di altre città italiane proporremo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Comune e Casa Circondariale per l’individuazione di possibili occasioni di sviluppo e di attività lavorative, valorizzando le risorse soggettive delle persone detenute, attraverso il monitoraggio dei fabbisogni con l’attenta ricognizione di settori ed attività per cui non vi è offerta di lavoro.