Tema Sport

DA DOVE PARTIAMO

  • Gli impianti sportivi comunali, siano essi a carattere urbano o di quartiere, versano in uno stato di diffusa scarsa manutenzione, quando non di vero abbandono, molti quartieri non hanno spazi attrezzati per lo sport;
  • le modalità di gestione degli impianti sportivi soffrono della mancanza di coordinamento e trasparenza;
  • l’Amministrazione non ha definito nessuna strategia capace di mettere in rete tra loro, le attrezzature sportive pubbliche e private esistenti;
  • i cittadini con disabilità che non hanno spazi appropriati per praticare sport;
  • molte discipline sportive non trovano spazi appropriati;
  • dalla vendita del suo patrimonio pubblico, l’Amministrazione ha incassato 20 milioni di euro, senza compensazioni sulla qualità e le dotazioni delle attrezzature sportive pubbliche.

LE NOSTRE PROPOSTE

Vogliamo assegnare alle politiche per lo sport la centralità e l’importanza che merita.
Ho appreso, partendo dalla mia esperienze, l’importanza del suo ruolo educativo: chi fa sport si vuole bene, ha una salute migliore, impara ad accettare i propri limiti e prova a superarli costantemente.
Per questi motivi esso rappresenta un diritto, una possibilità che va garantita a tutti.

Finora a Lecce l’assessorato allo Sport è stato marginale nelle politiche del comune. Non è emersa dagli atti dell’amministrazione l’importanza dello sport come mezzo per innalzare il livello di qualità della vita. Le realtà che per statuto si occupano di sport –  Coni, Comitato Paraolimpico, Csi, Uisp, oltre 300 associazioni dilettantistiche cittadine –  non sono mai state coinvolte nell’elaborazione di un programma a lungo termine che renda Lecce una città in cui lo sport è presente e integrato nella vita quotidiana. È mancata la volontà e l’impegno di rendere lo sport accessibile a tutti, integrando l’offerta pubblica e privata degli impianti sportivi cittadini.

Voglio organizzare insieme un grande momento di partecipazione. Con espressione abusata potremmo chiamarli gli “stati generali” dello Sport a Lecce. Per confrontarci a partire da una base programmatica che vi sottopongo in sintesi, organizzata per punti.

Infrastrutturazione
sportiva

Investire sullo sport significa innanzitutto occuparsi degli impianti esistenti sul territorio comunale, del Comune, della Provincia; le palestre scolastiche, comunali e provinciali; le attrezzature sportive dell’Università del Salento.  L’offerta ha bisogno di essere migliorata ma da subito – attraverso un lavoro di messa in rete – può rispondere in maniera più efficace alle esigenze degli sportivi leccesi.
Occorre dare vita a una struttura comunale partecipata che si occupi di valutare le priorità di intervento, di provvedere alla manutenzione e alle assegnazioni degli spazi e –  aspetto cui tengo molto – di integrare le politiche dello Sport con le politiche sociali.

Lavorando attivamente per ottenere tutte le risorse possibili messe a disposizione dalla programmazione europea o dai fondi statali e regionali si dovrà mettere in agenda di ristrutturare gli impianti sportivi comunali che versano nel degrado. E sui quali è prioritario intervenire per garantirne la fruibilità da parte delle persone con disabilità, per le quali lo sport è un veicolo fondamentale di socialità, inclusione e felicità.

Le cronache da anni raccontano del degrado di Itaparica, dei campetti dell’Antistadio, del Campo Montefusco. Ma anche dei campetti rionali, i cosiddetti “punti sport” (strutture dove è possibile giocare ma che non hanno spogliatoi) diffusi in molti quartieri, soprattutto in periferia. Dopo averli recuperati, laddove possibile anche mentre li recuperiamo, si devono invitare le società sportive a partecipare non solo alla loro gestione ma anche alla manutenzione, incentivandole a prendersi cura degli spazi che i loro iscritti fruiscono.

Dobbiamo anche lavorare per creare nuovi impianti, visto che da vent’anni siamo fermi su questo punto. Il primo investimento importante che realizzeremo sarà assegnare una nuova funzione pubblica a Piazza Palio che dovrà essere liberata dal PalaFiere per inadempienze contrattuali del concessionario.

Negli anni passati sono stato promotore del rispetto della cornice pubblica del progetto di Project Financing su quell’area sulla quale si sarebbero dovuto realizzare interventi per su verde pubblico e attrezzature per renderla fruibile e aperta al pubblica con modalità. La Giunta Perrone con delibera del 2014 decise di rivolgersi al Tribunale per la risoluzione contrattuale. Poche settimane fa l’Organismo di Mediazione ha dato atto che non s’è potuta ricomporre la questione per inadempimento del concessionario: si entra quindi nella fase giudiziaria vera e propria. L’obiettivo è chiaro: fare di Piazza Palio – in accordo con il CONI, il Comitato Paralimpico, le scuole che lì hanno sede – una grande palestra all’aperto polifunzionale, accessibile, raccordata al Palazzetto dello Sport. Restituendo all’area quella che è una sua destinazione naturale, stravolta con un insensato polo fieristico che ha fallito nei suoi obiettivi e snaturato la zona.

Il secondo obiettivo immediato è l’ampliamento del campo Montefusco (quello che chiamiamo “Coni”) lavorando con la Scuola di Cavalleria perché il terreno ora assegnato ai militari possa rientrare nella piena disponibilità del Comune e realizzare lì la nostra Cittadella dello Sport. Abbiamo poi l’esigenza di aumentare i punti sport nei quartieri, includendo nella programmazione urbanistica (al contrario di quanto fa il Pug in discussione a Palazzo Carafa) gli spazi sportivi come priorità. Perché dove c’è un campetto sportivo c’è socialità, c’è vita, c’è incontro.

Ci sono poi delle carenze che richiedono investimenti più corposi, che troveremo il modo e le possibilità di realizzare. Per esempio Lecce non dispone di impianti sportivi di primo livello – palazzetti, piscine, piste atletica – per ospitare competizioni di livello nazionale o internazionale, che portino in città atleti e spettatori da tutta Italia. Questo è un obiettivo strategico che Lecce deve raggiungere.

Lo sport
e le marine

Riqualificare le marine leccesi, dare loro un’anima e una vocazione turistica è un obiettivo realizzabile anche attraverso lo sport. Attraverso il Piano delle Coste dobbiamo realizzare un percorso naturalistico che va dalle Cesine al Parco di Rauccio. I 22 chilometri di costa leccese devono essere praticabili in sicurezza per chi corre o va in bicicletta ed essere valorizzati come cornice naturale dell’incontro tra sport, salute, natura e turismo.

Sul mare va data priorità a chi chiede di utilizzare il demanio comunale per sviluppare gli sport acquatici. Il vento è una risorsa per loro e sulla nostra costa non manca: la vela, il kite surf e il windsurf possono essere praticati sul litorale leccese e attrarre sportivi e appassionati. Così come il surf da onda, che è un movimento sportivo in crescita nel Salento e che può aiutarci a specializzare le nostre marine come il tratto di costa salentina dedicato agli sportivi.

Diritto di accesso
ai non abbienti

Occorre scrivere un patto nuovo con le associazioni sportive che vorranno impegnarsi nella gestione e nella manutenzione degli impianti comunali che metta al centro l’inclusione sociale. Se pensiamo allo sport come a un diritto dobbiamo preoccuparci di garantirlo a chi non può permettersi di pagare le rette per la frequenza di attività. Le persone a basso reddito e i ragazzi delle famiglie prese in carico dai servizi sociali dovranno avere accesso gratuito ai corsi e alle attività realizzate dalle associazioni sportive assegnatarie di impianti e strutture comunali. Automaticamente, senza trafile burocratiche. Perché lo sport è inclusione, realizzazione di sé, speranza e salute.

Facciamo
Squadra

Tutti questi obiettivi si possono raggiungere solo se ci mostriamo capaci di fare squadra. Perché è ora di voltare pagina: il diritto allo sport potremo garantirlo soltanto se ci mostreremo capaci di considerare l’assessorato una sede di programmazione strategica che risponde ai bisogni dei cittadini, non alle richieste dei singoli. L’attenzione alle domande – legittime – dei singoli non garantisce quell’innalzamento nella qualità del servizio che è l’obiettivo al quale tutti teniamo.

Dobbiamo dare are vita a un sistema virtuoso dello sport nel quale il Comune lavora per produrre opportunità per tutti. Io voglio che tutti partecipino facendo squadra: istituzioni, società sportive, associazioni dilettantistiche. Se ci riusciremo Lecce potrà dirsi veramente una città amica degli sportivi. È ora di farlo.