Tema Università è Città

DA DOVE PARTIAMO

  • in 20 anni l’amministrazione comunale e l’università non hanno mai condiviso scelte e strategie, le due istituzioni sono rimaste di fatto tra loro separate, come fossero due città distinte, minando il potere attrattivo sia di Lecce, sia della sua università;
  • la mancata condivisone delle scelte ha determinato fratture e messo in crisi l’accessibilità delle sedi universitarie in città, le relazioni tra gli spazi universitari e quelli pubblici urbani sono critiche e discontinue, senza punti di contatto;
  • l’assenza di condivisione di politiche per il welfare universitario, servizi a supporto di studenti e docenti, (alloggi, trasporti e spazi di condivisione), rende la città debole tra le città universitarie del mezzogiorno nel suo potere attrattivo;
  • 17.132 studenti iscritti all’Università del Salento;
  • 26.957 studenti universitari residenti a Lecce e provincia, di cui solo 11.888 iscritti all’Università del Salento;
  • la ricerca dell’Università del Salento è rimasta separata dalle scelte del governo urbano, lasciando inespressa la sua potenzialità di innovazione delle politiche urbane, l’unico impatto macroscopico è avvenuto solo sul mercato immobiliare e sulla distribuzione di redditi privati in termini di affitti e consumi.

LE NOSTRE PROPOSTE

L’Università del Salento rappresenta un patrimonio di competenze, talenti, professionalità e conoscenze da sostenere e valorizzare a beneficio della collettività. Lecce ha bisogno di capitalizzare la ricerca per migliorare la qualità della vita dei leccesi e per offrire occasioni di lavoro ai giovani.È ora di:
– coinvolgere la comunità universitaria nella progettazione, riqualificazione e crescita della città;
– attivare nuove modalità di interazione e collaborazione diretta e costante tra la pubblica amministrazione, l’Università e la popolazione studentesca;
– utilizzare la città come luogo della sperimentazione dello studio e della ricerca.

Una nuova Urbanità
con l'Università del Salento

La città ha bisogno di stabilire un rapporto fisico più forte con le sedi universitarie, deve farlo per agevolare gli scambi, rafforzare le relazioni di prossimità, ottimizzare i servizi e migliorare l’accessibilità. I piani di ristrutturazione ed espansione edilizia dell’Università del Salento e le scelte urbanistiche e della mobilità dell’Amministrazione non hanno mai avuto momenti di pianificazione condivisa delle scelte. Le sedi universitarie che insistono nell’area urbana sono oggi un arcipelago di isole autonome dalla vita urbana. È colpevolmente mancata una riflessione sull’urbanità, le sedi universitarie diffuse in ambiti strategici della città non trovano con questa chiare relazioni di valorizzazione delle potenzialità localizzative rispetto al patrimonio dello spazio pubblico comunale a verde urbano, rispetto ai trasporti pubblici, fermate degli autobus e bike sharing, rispetto alla mobilità, parcheggi e percorsi ciclopedonali efficienti, o ancora rispetto alla necessità di spazi permeabili e diretti di condivisione e incontro della conoscenza.
È ora di promuovere una nuova politica urbana per:

  • condividere con l’Università il nuovo Piano Urbanistico Comunale e il Piano della Mobilità;

mettere a sistema il welfare urbano con il welfare universitario per potenziare i servizi e favorire l’integrazione e la residenzialità degli universitari mediante l’attuazione di una politica di residenzialità accogliente e a buon mercato con interventi di housing sociale;

  • definire spazi per migliorare le relazioni tra studenti, professori e cittadini, riducendo i recinti, creando nuovi spazi per lo studio e luoghi di aggregazione;

mettere a valore le competenze generate dalla formazione e dalla ricerca universitaria favorendo la nascita di imprese innovative e nuove opportunità di lavoro.

Modelli gestionali innovativi
per le politiche urbane

La presenza dell’offerta formativa dell’Università del Salento non ha inciso in questi anni nell’innovazione delle politiche urbane cittadine. Noi pensiamo che il patrimonio conoscitivo dell’Università debba poter orientare i modelli del governo urbano, favorire l’innovazione e la sperimentazione di buone prassi.
L’Università dovrebbe poter utilizzare la città come luogo di sperimentazione degli studi e delle ricerche per dare concreta attuazione a modelli gestionali innovativi, per:

  • la fruizione e la valorizzazione dei beni culturali e archeologici, come il Parco Archeologico di Rudiae – che continua a non avere una prospettiva futura ben definita – e, in generale, per il diffuso patrimonio storico e archeologico che insiste sul territorio comunale, musei inclusi;
  • la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, dalla gestione del verde urbano ai rifiuti, al contrasto dell’erosione che minaccia i nostri 22 km di costa;
  • la valorizzazione del bacino di Acquatina.

Protocollo d'intesa
tra Università e Città

Le due più importanti istituzioni civiche della città hanno il dovere di instaurare tra loro forme di collaborazione formalizzate e continuative, affinché la programmazione strategica di ciascuno sia conosciuta e condivisa dall’altro. È ora di chiudere la stagione timida degli auspici, delle sollecitazioni e dei proclami. Riteniamo sia arrivato il momento di formalizzare un impegno a collaborare sinergicamente per la  crescita e lo sviluppo del territorio e l’innalzamento della qualità della vita dei cittadini, mettendo finalmente a valore le competenze generate dalla formazione e dalla ricerca universitaria. A tal fine intendiamo promuovere la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che, muovendo dalle premesse e dalle finalità del Protocollo siglato a Pavia nel 2015 dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), definisca la cornice delle azioni comuni da porre in essere al fine di rafforzare una relazione di reciprocità fra la città e l’Ateneo e di garantire una piena integrazione tra la comunità nativa, residente e universitaria. I principali obiettivi del protocollo d’intesa dovranno essere: la produzione di innovazione sociale, l’attivazione congiunta di dinamiche di governance locale, l’inclusione sociale, il benessere e la sicurezza, una migliore integrazione della comunità studentesca,  la sostenibilità ambientale, la valorizzazione dei rispettivi patrimoni architettonici e culturali, lo sviluppo economico sostenibile, la creazione di nuove opportunità di lavoro, la promozione e la diffusione dell’offerta culturale, sportiva e ricreativa.