Il Bilancio è un Bene Comune

La qualità della vita della città si misura dalla sua capacità di essere solidale, efficiente, pulita e sostenibile. Garantire servizi ai cittadini, migliorare e manutenere con costanza lo spazio pubblico, sono impegni cui un’amministrazione deve adempiere ogni giorno, nel presente, per rispondere alla domanda quotidiana dei cittadini, ma anche nel futuro, investendo per garantire alla città un percorso costante di crescita. Per costruire un futuro sostenibile servono scelte politiche adeguate e un solido equilibrio dei conti del bilancio comunale.

La nostra amministrazione ha ereditato una situazione difficile, certificata dai servizi economico-finanziari del Comune, dal Collegio dei revisori dei Conti, dalla sezione Controllo della Corte dei Conti di Puglia. Una lunga stagione di governo, oltre 20 anni, ha portato in forte sofferenza i conti del Comune, con un disavanzo pari a 72.935.074 di euro. Una somma che rappresenta le spese sostenute in disavanzo per operazioni finanziarie sbagliate, scarsa capacità di riscossione,  per far fronte debiti e ricapitalizzazioni della partecipata. Attraverso scelte coraggiose e controcorrente, l’amministrazione Salvemini ha deciso di orientare le politiche di bilancio verso il risanamento dei conti del Comune e della partecipata. Perché un bilancio non è solo numeri e principi contabili. Un bilancio ci dice quello che siamo, quello che scegliamo di essere, disegna un’idea di governo della cosa pubblica, descrive un patto di comunità e tra noi la generazione dei nostri figli, a cui sentiamo il dovere di trasmettere un Comune con i conti in ordine. Come ha detto il Presidente Mattarella: “Senza finanze pubbliche solidali e stabili, non risulta possibile tutelare i diritti sociali in modo efficace e duraturo, assicurando l’indispensabile criterio dell’equità intergenerazionale”.

PAROLE CHIAVE: risanamento, equità, sostenibilità, trasparenza, futuro.

Nei 18 mesi di governo abbiamo iniziato a:

Recuperare l’evasione fiscale:

  • L’incasso dell’imposta di soggiorno nel periodo 2017-2018 è aumentato di 687.000 circa, passando 490.483 a 1.178.223 euro. Tutte le strutture alberghiere e dell’ospitalità hanno riversato la tassa di soggiorno incassata in quanto agenti contabili nel 2018 e coloro che non lo avevano ancora fatto hanno cominciato a riversare quanto dovuto per le annualità precedenti. Oggi Lecce si attesta tra i primi quindici comuni d’Italia per gettito Tassa di Soggiorno.
  • L’evasione della tassa dei rifiuti costringe gli utenti in regola a sostenere un canone annuale più alto e provoca conseguenze ambientali devastanti: chi evade non ha il kit per la differenziata, quindi spesso smaltisce i rifiuti domestici nelle campagne, nei cestini dei rifiuti a bordo strada, nei carrellati altrui, o agli angoli di strada. Nel confronto tra 2018 e 2019 la Tassa Rifiuti incassata ha segnato un saldo positivo di 1.335.957 euro. Dall’1/1/2018 al 5/3/2018 l’incasso fu di 566.414 euro; dall’1/1/2019 al 2/3/2019 l’incasso è stato di 1.902.172 euro. A tale risultato, in termini di aumento delle entrate, si aggiunge quello di razionalizzazione delle spese interne del Comune sul piano economico finanziario della TARI di circa € 1.500.000,00.
  • Con l’introduzione della Tari sociale per la prima volta centinaia di famiglie leccesi sono state esentate dal pagamento della tassa in ragione del reddito: 332 al 100%, avendo un ISEE fino a 6.000; 193 al 50% avendo un ISEE tra 6.000 e 9.000 euro. In totale quindi 525 famiglie leccesi a basso reddito hanno potuto beneficiare di un provvedimento pensato espressamente per loro, per un principio di equità sociale. I diritti dei deboli non devono essere diritti deboli.
  • L’IMU-TASI versata è cresciuta di 809.808 euro nel 2018 rispetto all’anno precedente. Ciò è avvenuto attraverso un più puntuale lavoro di accertamento e notifica, nonché alla scelta di ridurre gli adempimenti a carico dei cittadini richiedendo direttamente all’agenzia delle entrate gli elenchi di coloro che hanno impugnato dinanzi ai Giudici Tributari il riclassamento attuato dalle precedenti amministrazioni.
  • Grazie al lavoro di riorganizzazione dell’attività di accertamento e riscossione e alla lotta all’evasione fiscale l’amministrazione Salvemini è riuscita a pressione fiscale invariata a garantire al Comune oltre 2.800.000 euro di nuove risorse certe. Si tratta solo delle prime evidenze che emergono dalla nuova strategia di contrasto all’evasione e di velocizzazione della riscossione attuata nel rispetto della logica di partecipazione e di trasparenza a favore di tutti i cittadini che comprende, ad esempio, il rimborso in bolletta della TARI versata in eccesso a causa degli errori commessi in passato, l’approvazione di un unico regolamento tributario utile a semplificare l’operato di cittadini, imprese e professionisti, nonché la conclusione del procedimento di approvazione di valori venali medi delle aree fabbricabili (bloccato da oltre due anni) che tengono conto della crisi del mercato immobiliare e che consentono di poter pagare le tasse ed essere utilizzati quali parametri di riferimento anche al di fuori del Comune (es. notai e agenzia entrate).

Affrontare la crisi della Lupiae Servizi:

  • Per contribuire a ripianare la perdita 2017 del bilancio Lupiae, sindaco, giunta e consiglieri hanno rinunciato alle indennità ai gettoni di presenza nelle commissioni consiliari e a spese di rappresentanza del Gabinetto del sindaco.
  • Per agevolare la positiva conclusione della procedura di concordato preventivo in continuità aziendale, attivata dal Cda Lupiae per salvare la società dal fallimento, il Comune di Lecce ha stanziato le risorse necessarie per coprire i costi dei servizi che la società erogherà nei prossimi cinque anni (circa 8milioni l’anno). Lo stanziamento è inferiore di 1 milione di euro all’anno rispetto agli anni precedenti. Il risparmio a beneficio del bilancio comunale e dei cittadini leccesi è dovuto in larga parte alla congruità del costo delle convenzioni sottoscritte a carico del bilancio comunale, certificata dai dirigenti. In particolare per determinare il corretto costo del lavoro è stato applicato l’adeguato contratto collettivo nazionale Multiservizi al posto del precedente contratto applicato, Commercio e Terziario, estraneo alla tipologia di servizi effettivamente erogata dall’azienda.

Migliorare il funzionamento della macchina amministrativa:

  • Rotazione dei dirigenti: con decreto del sindaco si è provveduto alla rotazione degli incarichi dirigenziali. Un obbligo a cui il Comune di Lecce non aveva ancora assolto, che ha l’obiettivo di evitare il consolidarsi di posizioni che possono incidere negativamente sulla corretta gestione amministrativa.

Risanare il bilancio del Comune di Lecce:

  • Il Consiglio comunale ha votato il 7 gennaio 2019 il Piano di riequilibrio pluriennale, adottato ai sensi dell’articolo 243-bis del Testo unico degli Enti locali, che consentirà al Comune di Lecce di rientrare in di un squilibrio complessivo di circa 72 milioni di euro. Una scelta non facile, compiuta dopo aver effettuato una ricognizione puntuale e accurata della situazione economico – finanziaria del Comune di Lecce, aver constatato l’insufficienza della manovra varata nel 2015 dalla giunta Perrone per il rientro da 41 milioni di euro di crediti inesigibili iscritti in bilancio, aver constatato un ulteriore squilibrio di 31 milioni di euro maturato nelle annualità successive e attraverso il calcolo di ulteriori pendenze e crediti inesigibili certificati dai dirigenti di Palazzo Carafa nel 2018 e risalenti al passato.
  • Per ripianare la cattiva gestione delle politiche di bilancio degli anni passati, la manovra di riequilibrio pluriennale prevede per i prossimi anni un aumento delle entrate nelle casse comunali (+0,1% addizionale Irpef, aumento della Tosap temporanea, corretta applicazione del regolamento sui passi carrai approvato dalle precedenti amministrazioni, più efficace contrasto all’evasione fiscale) e una riduzione delle spese (pensionamenti del personale comunale, internalizzazione del servizio tributi, riduzione delle spese istituzionali, riduzione del costo dei servizi Lupiae, riduzione dei fitti passivi). Quindi, la prosecuzione delle attività di razionalizzazione delle spese e di contrasto all’evasione fiscale, rappresentano le leve fondamentali per riportare in equilibrio i conti del Comune e ridurre la pressione della fiscalità locale, poiché le precedenti amministrazioni hanno già (mal) utilizzato gli strumenti normativi previsti per evitare il rischio del pre – dissesto e del dissesto dell’ente, oltre a ogni ulteriore ipotesi “credibile” da utilizzare alle plurime censure ricevute dalla Corte dei Conti.