Cosa Faremo
per la Città di Tutti

Care concittadine, cari concittadini,

un programma di governo per la città non è mai la semplice somma dei provvedimenti indicati.
È, deve essere, qualcosa di più: l’espressione di un sentimento pubblico, di un’etica della responsabilità, di uno spirito civico, di una visione comunitaria, di una tensione verso gli altri, di una relazione fiduciaria.
La sua forza sta quindi nella capacità di raccontarsi attraverso una suo tono e vocabolario riconoscibile perché chiaro, coerente, leggibile; di saper parlare a chi vive e lavora nella città, e farsi comprendere perché immerso nella realtà di ogni giorno.
Il nostro programma di governo è un patto di cittadinanza da sottoscrivere con i leccesi: definisce i reciproci impegni, i diritti di tutti e i doveri di ciascuno.

Perché la città non la cambia il sindaco da solo con la sua maggioranza. ma i cittadini, tutti. insieme agli amministratori.
leggetelo e se le condividete mettete la vostra firma simbolica. datemi fiducia col voto.”

Carlo Salvemini

Nel giugno del 2017 Lecce ha conosciuto dopo vent’anni l’alternanza nel governo della città. Per la prima volta una coalizione progressista, civica e moderata ha avuto la possibilità di governare per diciotto mesi, rendendo concreto e misurabile agli occhi dei cittadini leccesi un nuovo modo di amministrare. L’alternanza nel governo delle istituzioni garantisce una gestione più efficiente e imparziale dell’amministrazione pubblica, consente una migliore verifica della gestione, rende possibili operazioni di trasparenza e veridicità dei conti e dei bilanci pubblici. Anche a Lecce ha prodotto i suoi effetti.
Fin dal suo insediamento, l’amministrazione Salvemini ha avviato senza clamori una operazione verità sui conti di Palazzo Carafa e delle società partecipate. Non per il bisogno politico di documentare una situazione di difficoltà – in gran parte già nota – ma per avviare un doveroso percorso di recupero della efficienza dei conti pubblici e garantire alle nuove generazioni un futuro libero dalle conseguenze di scelte politiche sbagliate e dannose maturate nel ventennio precedente.
La qualità della vita della città, infatti, si misura dalla sua capacità di essere solidale, efficiente, pulita e sostenibile. Garantire servizi ai cittadini, migliorare e manutenere con costanza lo spazio pubblico, sono impegni cui un’amministrazione deve adempiere ogni giorno, nel presente, per rispondere alla domanda quotidiana di servizi, ma anche nel futuro, investendo per garantire alla città un percorso costante di crescita. Per costruire un futuro sostenibile servono scelte politiche adeguate e un solido equilibrio dei conti del bilancio comunale.
Come ci ha ricordato recentemente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “L’esercizio di bilancio ha a che fare con il pieno dispiegarsi dei diritti delle persone, la sana gestione con la tutela della solidarietà intergenerazionale. […] il Bilancio è un “bene pubblico” nel senso che è funzionale a sintetizzare e rendere certe le scelte dell’ente pubblico, sia in ordine all’acquisizione delle entrate, sia alla individuazione degli interventi attuativi delle politiche pubbliche. È evidente come, senza finanze pubbliche solide e stabili non risulti possibile tutelare i diritti sociali in modo efficace e duraturo, assicurando l’indispensabile criterio dell’equità intergenerazionale”.

Per evitare il dissesto del Comune il Consiglio comunale ha votato il 7 gennaio 2019 il Piano di riequilibrio pluriennale, una scelta non facile, compiuta dopo aver effettuato una ricognizione puntuale e accurata della situazione economico – finanziaria del Comune di Lecce, aver constatato il fallimento della manovra varata nel 2015 dalla giunta Perrone per il rientro da 41 milioni di euro di crediti inesigibili iscritti in bilancio, aver accertato un ulteriore squilibrio di 31 milioni di euro maturato nelle annualità successive.
La manovra di riequilibrio comporta dei sacrifici per i cittadini e per l’Ente, ma consentirà di raggiungere l’obiettivo di un bilancio comunale finalmente risanato e di scongiurare il rischio del dissesto delle casse comunali. Nei prossimi anni la città dovrà affrontare quest’opera di risanamento valorizzando al massimo le risorse disponibili, non sprecandole, attraendo a sé investimenti e finanziamenti per realizzare nuove opere e garantire nuovi servizi, conducendo una vera lotta all’evasione fiscale. Dovremo essere virtuosi, efficienti, creativi e lungimiranti, per garantire, insieme al risanamento, innovazione e sviluppo per tutti.
Parallelamente alla crisi delle finanze comunali, l’amministrazione Salvemini ha affrontato il tema del risanamento della società partecipata Lupiae Servizi. Una azienda, della quale il Comune è socio unico, che dalla sua fondazione eroga servizi ai cittadini leccesi.
Fin dalla sua fondazione, la Lupiae si è trovata più volte sull’orlo del fallimento, a causa di strutturali inefficienze legate all’eccessivo costo del lavoro, all’incapacità di offrirsi credibilmente sul mercato, alle insufficienti e sbagliate “soluzioni” adottate negli anni dalle amministrazioni comunali.
Fino al 2017 i leccesi hanno pagato con 24 milioni di euro i vari salvataggi e ricapitalizzazioni della Lupiae, senza che l’azienda fosse definitivamente salvata e messa nelle condizioni di operare con efficienza. Di fronte al concreto rischio di fallimento e alla luce delle più recenti normative in tema di partecipate, l’amministrazione Salvemini ha affrontato i punti critici del rapporto tra Lupiae e Comune di Lecce, accompagnando il management della società in una difficile opera di salvataggio e risanamento, non ancora conclusa, salvaguardando il posto di lavoro della totalità dei dipendenti. La sfida dei prossimi anni sarà continuare il risanamento della partecipata, che dovrà camminare sulle proprie gambe, non potendo più contare – a causa della manovra di riequilibrio dei conti comunali – sulle periodiche iniezioni di capitale pubblico che in passato hanno consentito all’azienda di sopravvivere. Prima di lasciare Palazzo Carafa, l’amministrazione Salvemini ha garantito alla Lupiae lavori in convenzione per i prossimi cinque anni e un budget certo sul quale costruire il nuovo equilibrio economico della società.

Nel 2020 la nuova amministrazione dovrà affrontare il tema della scadenza della Sgm, l’azienda che si occupa in città della gestione del trasporto pubblico locale, della sosta tariffata, della cura della segnaletica stradale e di altri servizi minori. La sfida, per il Comune di Lecce, sarà quella di disegnare il futuro della mobilità urbana in un contesto caratterizzato dalla necessità di rilanciare fortemente il servizio di trasporto pubblico locale e gli altri servizi orientati alla mobilità urbana sostenibile.
Risanamento dei conti, efficienza nei servizi forniti dalla partecipata, sfide per il rilancio dei servizi pubblici fondamentali: il futuro della città di Lecce è già cominciato nei 18 mesi di amministrazione uscente. Poggia su basi solide, si articola in proposte e visioni che in questa campagna elettorale hanno ulteriormente arricchito e reso più ambizioso il programma di governo della città rispetto al 2017. Lecce è pronta per entrare nel futuro.