Periferie Sociali

Occuparsi di periferie significa accorciare le distanze, dedicarsi a chi è in difficoltà, combattere la solitudine, il degrado e l’abbandono dei luoghi. Realizzare un nuovo patto tra cittadini e amministrazione pubblica per garantire accessibilità e inclusione sociale come diritto di libertà. La periferia non si misura dalla distanza dal centro. Periferia è ogni luogo della città nel quale i diritti di cittadinanza non sono garantiti, ogni contesto sociale nel quale i bisogni dei cittadini non sono soddisfatti.

PARTIAMO DAL CAMBIAMENTO INIZIATO NEI 18 MESI

L’amministrazione Salvemini ha avviato programmi e progetti di inclusione sociale e lavorativa, in collaborazione con Caritas: I.so.la, Ecoworld. Questi progetti hanno garantito a numerose persone in condizioni di disagio economico estremo, selezionate con bandi di evidenza pubblica, di accedere a tirocini formativi retribuiti svolgendo attività di supporto ai servizi comunali, negli uffici, e ai servizi cimiteriali. Sono state occasioni di inclusione che hanno garantito a queste persone di riattivarsi, rimettendosi in gioco.

Chiamando a raccolta il tessuto dell’associazionismo sociale in città, l’amministrazione Salvemini è stata promotrice della Rete per il contrasto alla povertà. Un organismo che si è riunito periodicamente per condividere informazioni e strategie per intervenire presso i cittadini che vivono in estremo disagio, in particolare in occasione di eventi avversi, come i periodi invernali di grande freddo.

Lecce ha aderito a progetti di interazione con migranti e rifugiati in collaborazione con Arci: Soffio Verde, che ha portato i beneficiari di un progetto Sprar a prendersi cura delle aiuole del Parco Tafuro in via Corvaglia; Chiave di Volta, che ha consentito a famiglie leccesi di ospitare a casa propria per un periodo di sei mesi un rifugiato, contribuendo alla sua integrazione nel contesto sociale ed economico della città.

Per la prima volta il Comune di Lecce ha messo nero su bianco pratiche e modalità di collaborazione con la Casa Circondariale, attraverso la sottoscrizione del protocollo d’intesa per favorire il reinserimento sociale delle persone detenute, che  ha  segnato il primo passo verso una collaborazione tra Comune e carcere: non più un luogo chiuso, abitato da persone escluse dalla comunità, ma un luogo dal quale parte il riscatto e il ritorno in società, attraverso l’impiego dei detenuti in servizi pubblici a servizio dei quartieri.

Per il contrasto alle povertà educative la programmazione culturale del Comune di Lecce ha puntato su iniziative e progetti nelle aree urbane fuori dal centro storico, dove più forte è il bisogno di inclusione culturale. Sono stati pensati e scritti con questa finalità i bandi per le iniziative di Lecce città del Libro e per la rassegna Approdi. A San Sabino, in un edificio di proprietà comunale, è nato Spazio ZeroSei, un luogo dedicato alle famiglie con bambini da zero a sei anni, nel quale trovano spazio iniziative di gioco, sensibilizzazione, condivisione dei temi e dei problemi legati alla primissima infanzia e alla genitorialità. Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado della città l’assessorato all’Istruzione ha garantito nel 2017 e nel 2018 uno sportello gratuito di ascolto psicologico per alunni, insegnanti e famiglie.

Con l’istituzione dell’Ufficio per il Piano Eliminazione Barriere Architettoniche, la messa in sicurezza per i pedoni e i disabili degli incroci stradali (in corso), la nomina del disability manager, la gratuità degli abbonamenti ai mezzi pubblici per i disabili, l’amministrazione Salvemini ha cominciato ad occuparsi del tema dirimente dell’accessibilità degli spazi pubblici e dei servizi pubblici.

LE NOSTRE PROPOSTE

Realizzare l’osservatorio sui bisogni, sostenere l’associazionismo

Dopo la creazione delle Rete per il contrasto alla Povertà, vogliamo dare nuovo impulso alla creazione al suo interno dell’Osservatorio sui bisogni, per offrire supporto e sostegno alla logistica delle azioni di contrasto alle povertà attivate dall’amministrazione. Occorre sostenere l’associazionismo e le pratiche di mutualismo tra realtà che si pongono lo stesso obiettivo: mitigare la sofferenza di chi vive stati di bisogno.

La Casa del Mutilato di Piazza Italia come centro innovativo del welfare

Per questo importante immobile storico situato in Piazza Italia, di fronte a Porta San Biagio, ed escluso dagli interventi di riqualificazione del quartiere Leuca, l’amministrazione Salvemini ha siglato un protocollo d’Intesa per la sua rigenerazione. Con il coinvolgimento di ASL Lecce e ANMIG – Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra, è stato deciso di farne un centro di co-progettazione tra istituzioni, le associazioni di volontariato e le imprese sociali che operano nel campo del welfare: una nuova alleanza per mettere a fuoco e intercettare i nuovi bisogni emergenti e i disagi sociali della cittadinanza, individuare e condividere risposte operative.

Rendere effettivo il diritto alla casa

Dopo l’approvazione definitiva della graduatoria per gli alloggi popolari, occorre rendere effettivo il diritto alla casa. Facendo scorrere correttamente la graduatoria; rimediando, in collaborazione con la Prefettura e Arca, alle situazioni di degrado e abusivismo protrattesi negli anni; migliorando il patrimonio abitativo esistente e realizzando i nuovi alloggi popolari previsti in città (San Pio, Via Sozy Carafa).

Con il nuovo Piano Urbanistico e attraverso grandi progetti di rigenerazione (Ex Galateo) bisogna rispondere al disagio abitativo di giovani coppie, anziani, singole, studenti. Serve incentivare l’edilizia sociale, per garantire abitazioni dignitose a canoni accessibili a categorie di cittadini che si trovano in particolari condizioni di disagio, per fermare l’emorragia di giovani coppie verso i paesi dell’hinterland, per contrastare lo spopolamento e l’invecchiamento complessivo della popolazione della città.

Avviare nuovi progetti di inclusione sociale e lavorativa e proseguire quelli già avviati

Dopo aver sottoscritto il Protocollo d’intesa con la Casa Circondariale, occorre mettere in campo le azioni in esso previste: offrire opportunità di reinserimento a quei detenuti che stanno per lasciare la casa circondariale, impiegandoli in servizi alla collettività, in particolare nel quartiere Borgo San Nicola, che gli consentano di ricostruire un rapporto corretto con la città. Continuare, in collaborazione con Caritas e realtà no- profit, a garantire tirocini formativi e opportunità di collaborazione ai servizi comunali a persone svantaggiate per favorirne l’inclusione sociale e lavorativa.

Le scuole come luoghi di “prima inclusione”

Crediamo si debba rafforzare il ruolo sociale delle scuole nei quartieri. I luoghi nei quali i ragazzi vivono la maggior parte della loro giornata sono luoghi di “prima inclusione” nel rapporto con la città: per questo occorre favorire al loro interno la conoscenza dei contesti urbani e sociali e i progetti che consentono ai ragazzi di sentirsi cittadini leccesi, titolari di diritti e doveri.

Nuove politiche per la sicurezza

Vogliamo contrastare i fenomeni di insicurezza e agire per mitigare la diffusione dell’insicurezza percepita, migliorando la qualità della vita dei cittadini e garantendo piena fruizione degli spazi pubblici. Occorre dare seguito e attuare:

  • il Patto per la sicurezza urbana della Città già redatto e presentato in Prefettura dall’amministrazione Salvemini. Un importante accordo che prevede la collaborazione tra istituzioni e con il settore privato per il sostegno di attività di promozione della sicurezza dei cittadini, nonché del controllo e dello sviluppo del Un sistema di azioni integrate di prevenzione sociale mirate alla riqualificazione del tessuto urbano, al recupero del degrado ambientale e delle situazioni di disagio sociale, per elevare i livelli di sicurezza e vivibilità urbana e di coesione sociale nella città;
  • il progetto Polizia Locale di prossimità già avviato nel quartiere Rudiae L’azione prevede la costituzione di un gruppo di interforze con Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, coordinate da un tavolo tecnico permanente presieduto dal Questore. Il progetto punta a rafforzare il controllo del territorio nelle ore notturne a valle di un ascolto diffuso con la cittadinanza. Gli agenti di prossimità percorrono alcune strade della città con l’obiettivo di ascoltare e dialogare con i cittadini, ricevere segnalazioni, individuare criticità e avviare le conseguenti procedure di risoluzione delle problematiche.

Condividere il Piano di Ambito Territoriale Sociale

Vogliamo dare maggiore visibilità al Piano di Ambito, condividerne con i cittadini e le associazioni in rete il patrimonio conoscitivo di cui è portatore, valutare insieme gli impatti delle politiche e delle azioni e progettarne di nuove. Potenziare le strutture comunali e d’ambito che offrono servizi a favore delle disabilità, sostenere le cooperative e le associazioni che svolgono i servizi di prossimità perché possano garantire l’accesso ai servizi a una utenza adeguata.

Individuare spazi di prossimità sociale nei quartieri

Il lavoro di rete tra amministrazione e associazioni, già iniziato, insieme all’avvio dei Comitati di quartiere, e il nuovo Piano Urbanistico, dovrà consentire la creazione e il rafforzamento di “spazi di prossimità sociale” nei quartieri. Luoghi nei quali organizzare e valorizzare la socialità, ascoltare i bisogni, condividere progetti e soluzioni di disagi e problemi contingenti, garantire servizi di prossimità accorciando le distanze tra cittadini. A questo scopo sarà utile la redazione di una Carta dei Servizi che informi i cittadini sulle opportunità di cui possono usufruire relativamente alle prestazioni previste nel Piano di zona, attraverso strumenti digitali e la distribuzione presso le associazioni di volontariato.

Una città per tutte le età: Politiche sociali e anziani

Negli ultimi 10 anni la popolazione con più di 80 anni è aumentata nel nostro Paese e la popolazione italiana è tra le più longeve d’Europa. Vogliamo investire su progetti che coinvolgano le persone anziane rendendole parte attiva e protagoniste del tessuto sociale. Vogliamo favorire un invecchiamento attivo anche creando nuovi spazi di relazione e attivando, attraverso il supporto della scuola, l’incontro tra generazioni.