La città pulita è di tutti

Per avere una città più pulita serve l’impegno di tutti: istituzioni, imprese, cittadini. Il Comune è chiamato a offrire, tramite la ditta incaricata, un servizio di raccolta efficiente e adatto alle esigenze di una città di circa 100mila abitanti, con un territorio che si estende per circa 240 chilometri quadrati. I cittadini e le imprese sono chiamati a rispettare il calendario di raccolta differenziata, conferire correttamente i rifiuti nei mastelli e nei carrellati, a non evadere la Tari e a non inquinare spazi urbani e strade di campagna con gli abbandoni.

Il servizio di raccolta differenziata è una conquista di civiltà che funziona se ciascuno fa il proprio compito: dal Comune che organizza il servizio, al cittadino che differenzia a casa propria, alla ditta che assicura una raccolta puntuale e conferisce correttamente presso i grandi impianti di riciclo e smaltimento. Una catena collaborativa che consente a tutti noi uno stile di vita caratterizzato da un alto standard di consumi, senza finire sommersi dai rifiuti che produciamo.

Con l’amministrazione Salvemini, per la prima volta, la città di Lecce ha raggiunto il 65% di raccolta differenziata. Ma siamo convinti che si possa fare ancora meglio, partendo dalla risoluzione dei problemi che presenta un contratto per la raccolta dei rifiuti e i servizi di igiene urbana, sottoscritto dalla giunta Perrone, inadeguato alle esigenze della nostra comunità. Vogliamo vivere in una città più pulita. Possiamo farlo.

Il contratto Perrone del 2014 per la raccolta dei rifiuti: criticità

Nei 18 mesi di governo, l’amministrazione Salvemini, con la collaborazione degli uffici comunali, ha verificato insufficienze, inadeguatezze, incompletezze del capitolato d’appalto sottoscritto dall’amministrazione Perrone nel 2014, che oggi regola la raccolta dei rifiuti e i servizi di igiene urbana. Il capitolato fu sottoscritto all’esito di una gara bandita nel 2012 e basata su esigenze della città e planimetrie ufficiali risalenti al 2011. Criticità, accertate e messe nero su bianco dagli uffici comunali, che possono essere classificate in questo modo:

Criticità del servizio di raccolta rifiuti

  • Assenza nelle marine e nelle “case sparse” del servizio di raccolta differenziata “porta a porta” delle utenze domestiche (abitazioni private) e non domestiche (attività commerciali), e conseguenze mancata differenziazione dei rifiuti;
  • Difficoltà di raccolta dei rifiuti dei “grandi produttori” con il “sistema di prossimità” (cassonetti per la differenziata posizionati sulle strade). Il capitolato Perrone, infatti, prevede che utenze come Università, Carcere, Camping, Alberghi, Zona Industriale, smaltiscano i propri rifiuti non “porta a porta”, ma usando i cassonetti di prossimità;
  • Cassonetti di “prossimità” che diventano di fatto aree di conferimento selvaggio, con danni ambientali ed economici per la comunità;
  • Raccolta del vetro e dei vestiti con le “campane” e i contenitori su strada, diventati presto ricettacolo di ogni genere di rifiuto, con danno alla qualità della raccolta differenziata e costi per la comunità;
  • Difficoltà per le attività commerciali legate alla custodia dei carrellati nei propri spazi di vendita o somministrazione, agli orari di esposizione dei carrellati all’esterno 22.00 – 5.00) e alla frequenza del ritiro, in particolare nei peridodi di grande affluenza di clientela;

Criticità del servizio di spazzamento

  • Assenza del servizio di spazzamento in diverse vie del centro urbano (Largo Settelacquare, Via Enzo Sozzo, Via Candia, Via Zeri, Via Minerva, Via F. Casorati, Via Milinanni, Piazzetta F.lli Lumiere, Via Suor De Rinaldis, Via Crispo, Via Fiesole, Via Tivoli, Via Buscicchio, etc.) e in intere aree urbane (Comparti 35 e 68, Zona Cicalella, Borghi, Villaggi, Piazzale dello Stadio, Zona Motorizzazione, Zona Caliò, Zona Condò, Zona Giammatteo, Zona Bellaria, etc.). Attualmente queste zone vengono coperte occasionalmente con la “zona jolly” prevista nel capitolato;
  • Assenza del servizio di spazzamento meccanizzato in molte aree urbane. Lo spazzamento meccanizzato, infatti, più accurato e produttivo, copre 196 km lineari di territorio, quello semplicemente manuale 325 km;
  • Assenza dei servizi di pulizia in molti parchi e piazze urbane. Ad esempio: Trax Road (parco Melissa Bassi), Parco Balsamo, Parco Salvemini, Parco dei caduti dei Vigili del Fuoco, Parco dei Bambini, piazza Armando Morrone e tantissimi altri. In queste aree gli addetti Monteco sono tenuti per contratto solo a svuotare i cestini gettacarte;

Le soluzioni individuate in via temporanea

Preso atto delle criticità, l’amministrazione Salvemini ha cercato soluzioni temporanee ad alcuni dei problemi che il capitolato presentava.

  • Nel 2018 è stata introdotta, per i mesi estivi, la raccolta differenziata porta a porta nelle marine per le utenze non domestiche (ristoranti, stabilimenti balneari, negozi). In precedenza, infatti, queste attività erano costrette a conferire nel periodo di massima affluenza nei cassonetti di prossimità secondo un calendario prestabilito e insufficiente;
  • L’iniziativa “Quartieri Puliti” che ha garantito nelle zone non coperte dai servizi di igiene urbana giornate di intervento intensivo, con spazzamento meccanico e manuale, lavaggi di strade e piazze, sfalcio di erbe infestanti e attività di sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini nella cura dello spazio pubblico. Questa iniziativa non ha comportato costi aggiuntivi per i leccesi;
  • Per Bonifica delle aree periferiche, per ripulire le strade urbane ed extraurbane dagli abbandoni dei rifiuti da parte di cittadini e imprese l’amministrazione ha richiesto a Monteco servizi complementari.

La lotta all’evasione fiscale della Tari

Allo stesso tempo l’amministrazione Salvemini ha avviato una inedita azione di recupero dell’evasione fiscale legata al tributo TARI, conseguendo risultati sorprendenti. La Tari incassata dall’1 gennaio 2018 ad aprile 2018 si attestava infatti a circa 700.000,00 euro; nei primi mesi del 2019, invece, in particolare dall’1 gennaio del 2019 a metà aprile del 2019 la somma incassata è stata di oltre 2.500.000,00 euro. Un aumento della tassa riscossa di oltre 1.800.000 euro, frutto di un impegno particolarmente incisivo sul contrasto all’evasione fiscale. Perché è giusto che i cittadini che contribuiscono, onestamente e con sacrificio, al finanziamento di un servizio fondamentale, come la raccolta rifiuti e il servizio di igiene urbana, non debbano assistere allo spettacolo di un Comune che non fa nulla per individuare i furbi e ricondurli al pagamento delle tasse. Uno spettacolo andato in scena a Lecce per troppi anni (non solo sulla Tari).

La soluzione definitiva: l’estensione del contratto al “quinto d’obbligo”

Per eliminare le criticità sopraelencate, l’amministrazione Salvemini ha predisposto una delibera di Giunta comunale che utilizza la facoltà prevista dalla legge di adeguare, integrare e potenziare i servizi previsti dal Capitolato. Attraverso una variante degli stessi per un quinto di quanto previsto dal contratto originario. La variante è già stata redatta dagli uffici. L’amministrazione Salvemini era pronta ad approvarla al momento dell’interruzione della . Oggi si trova sulla scrivania del Commissario Prefettizio.

La Variante prevede:

  • Ampliamento delle zone coperte dal servizio di spazzamento meccanizzato sulla base di planimetrie aggiornate della città, dei comparti, delle vie;
  • Attivazione del servizio di pulizia di Piazze e Parchi oggi non coperti, ricomprendendo quelle che oggi non sono coperte;
  • Raccolta porta a porta in tutta la città, marine e case sparse (eliminazione raccolta prossimità), per utenze domestiche e non domestiche. L’obiettivo di questa misura è anche aumentare considerevolmente la percentuale di raccolta differenziata ed eliminare la possibilità che i cassonetti di prossimità si trasformino in ricettacolo di rifiuti;
  • Variazione del servizio di raccolta domiciliare vetro/metallo e secco residuo, per continuare a garantire la raccolta domiciliare del vetro/metallo e ripristinare le necessarie prese di secco residuo, eliminando le difficoltà di raccolta da parte della ditta;
  • Potenziamento del servizio di raccolta per le attività di ristorazione, con una presa pomeridiana aggiuntiva dell’organico per gli esercizi commerciali del centro storico, Via Taranto e Piazza Ariosto e l’aggiunta di una presa settimanale del vetro;

L’applicazione del quinto d’obbligo contrattuale non comporterà un aumento ulteriore del tributo Tari, in quanto il Piano Economico Finanziario del 2019, sulla base del quale è stato calcolato il tributo, conteneva già la previsione di questo costo. La differenza più rilevante i leccesi la percepiranno per le strade della città: più pulizia e decoro urbano, meno ricettacoli di rifiuti conferiti disordinatamente, una raccolta differenziata con percentuali più alte, che ci consentirà negli anni a venire, di aspirare alla riduzione della Tari. Un risultato da costruire insieme: amministrazione e cittadini.

Un obiettivo da condividere, per la città pulita

Ai cittadini l’amministrazione Salvemini chiederà più attenzione e rispetto per l’igiene e il decoro della città. Continuerà ad aiutare quanti non sono nelle condizioni pagare (gli evasori di necessità, oggi esclusi dal servizio di raccolta, i cui rifiuti – presumibilmente – vengono smaltiti in modo irregolare) con la Tari sociale. Nel 2018 già centinaia di famiglie leccesi sono state esentate dal pagamento della tassa in ragione del reddito: 332 al 100%, avendo un ISEE fino a 6.000; 193 al 50% avendo un ISEE tra 6.000 e 9.000 euro. In totale quindi 525 famiglie leccesi a basso reddito hanno potuto beneficiare di un provvedimento di equità pensato espressamente per loro.

Sempre in tema Tari, l’impegno dell’amministrazione Salvemini sarà arrivare all’estensione della Tari sociale per i proprietari di un solo immobile e dare seguito al tavolo intersettoriale per arrivare alla determinazione puntuale del tributo, in base alle quantità prodotte da ciascuna utenza.

A chi continua ad evadere la tassa non per necessità – e sono tanti – l’amministrazione Salvemini arriverà attraverso la prosecuzione della strategia messa in atto nel 2018 e che comprende il lavoro di censimento delle utenze, di incrocio e di popolamento delle banche dati, di deflazione del contenzioso, nonché di trasparenza, semplificazione e innovazione dei procedimenti che interessano l’ufficio tributi. Il lavoro della task force comunale (che coinvolge i settori Ambiente, Tributi e Polizia Locale) è proseguito nei primi mesi del 2019, con più di 2mila verifiche strada per strada, 450 delle quali risultavano sconosciute all’elenco della Tari. Nel 2018 sono stati individuati e censiti altri 500 evasori (per circa 400mila euro di tributo non versato). Il lavoro continuerà con maggiore impulso.

Proseguirà il lavoro di repressione dell’abbandono dei rifiuti nelle campagne e nelle strade della città, con l’individuazione attraverso foto-trappole e successiva sanzione, come avvenuto negli scorsi mesi: nei primi 3 mesi del 2019 sono stati “beccati” più di cento autori di abbandoni, che sono stati sanzionati e iscritti alla anagrafe dei contribuenti Tari.

Proseguirà Quartieri Puliti, l’iniziativa con la quale gli amministratori – sindaco in primis – insieme ai cittadini volontari si dedicherà ogni sabato alla raccolta dei piccoli rifiuti abbandonati in parchi e rioni della città più colpiti dall’incuria e dalla maleducazione, mentre Monteco, Lupiae servizi si occuperanno di ripulire a fondo e manutenere gli spazi verdi.

Perché una città più pulita è quella in cui ciascuno fa la propria parte.

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